È un tema delicatissimo che si è sollevato nuovamente per la decisione di alcuni ordinamenti giuridici. In una società occidentale improntata su abitudinarie pratiche di sterminio su una molteplicità di esseri in vari campi dell’attività umana, parlare di aborto o tutela della vita fa un po’ sorridere, nel senso che una questione importante viene inevitabilmente vilizzata dallo stato dei fatti. L’attività umana ha fatto strage di vegetali, animali, insetti, ragni, uccelli, microbi in larga scala spesso provocando l’estinzione delle speci. Possiamo dire con certezza che alcune attività come quella di biologi e agronomi rasenta la follia nel senso che vengono praticate quasi fino al suicidio o genocidio della nostra stessa razza.

In un mondo dove tutto questo è la normalità che dire della gestazione di un minuscolo essere umano. Potremmo credere che per alcuni vivere in un mondo dominato da un elite che ragiona in questo modo è già una condanna.

I fin dei conti non siamo qui per tutelare la vita in sè a tutti i costi ma l’opportunità di vivere felici in questo mondo.

Alcune culture credono che la sofferenza porti a una sorta di purificazione. Altre che vedere una persona sofferente ti apre a qualche forma di crescita. Ci sono intere culture religiose che ruotano intorno alla compassione con diverse interpretazioni di questa disposizione. Alcune persone si sentono addirittura meglio di fronte a una persona sofferente per chè credono di avere di più. Il Budda ovviamente non condivide nulla di tutto questo.  Se continuate a portare sofferenza nel mondo con qualsiasi attitudine o attività portate voi stessi e tutti i vostri simili al baratro. Ormai penso che lo possiate vedere tutti. Se siamo circondati da persone così è sempre più difficile ritagliarsi la propria felicità. Di fatto tante persone con atteggiamenti psicopatici sono persone infelici che non vogliono che le altre lo siano.

Parliamo quindi di una nascita come di un opportunità per essere felici come coppia e per dare la vita a un’ altra opportunità di felicità. Ecco, se pensiamo a nostro figlio come un’ opportunità per essere felici come coppia tutto assume un significato, se pensiamo a un figlio come un insieme di priorità perchè lui sia felice il significato della nascita è un altro. Questi due aspetti sono gli unici che deve osservare un buddista in relazione alla nascita.

Nel mio piccolo ho avuto l’opportunità di avere una moglie con la quale ho vissuto felicemente secondo i crismi che stavo cercando, abbastanza introvabili per un Budda, in occidente. Una coppia felice, affiatata, che vive con intensità la sessualità in forma spirituale non fa figli, almeno in gioventù. La ragione è che siete già molto felici e non c’è nessuna ragione per fare quel tipo di cambiamento, è possibile che vi manchi qualcosa ma non quello. Quindi la nascita non è un’opportunità per essere felici. Se siete abituati a pratiche abbastanza severe le grida di un figlio difficilmente possono trovare spazio nel vostro mondo silenzioso, meditativo ed etereo. Non disprezzate mai le opportunità che vi porta la vita per essere felici. La miglior compagna è quella che ti asseconda in tutte le pratiche di disintossicazione, la peggiore è quella che ti invita in tutte le attività intossicanti. Le donne del secondo gruppo in occidente sono in maggioranza e si dedicano a corrompere quelle del primo gruppo. Questa è già una situazione di conflitto. Nel mio caso posso aggiungere conflitti di natura famigliare, politici, religiosi insolubili che mi hanno indotto ad andarmene e ho fatto, a mie spese, la scelta corretta e più onesta. Ora pensate che un figlio possa resistere a questa situazione stressante con la stessa disinvoltura di un Budda? La ragione per la quale a volte ti inducono a fare un figlio è perchè ti hanno fatto un danno e, non potendo recuperare con te, vogliono poterlo fare con tuo figlio. Che nessuno lo creda. Quello che vogliono è una creatura più debole da poter corrompere visto che voi siete rimasti integri. Se ci riescono poi sono capaci di chiamare vostro figlio anche Redentore. Quindi no, non fatevi abbindolare. Non fate figli perchè si è sempre fatto così, perchè lo ha detto qualcuno e così via… Fateli se realmente ci sono le condizioni ambientali e interne per garantire un’opportunità alla felicità di vostro figlio. Per me quelle condizioni non ci sono mai state. Sia io che mia moglie abbiamo sempre praticato o adottato metodi o dispositivi anticoncezionali che ahimé forse sono incappati in un caso di aborto spontaneo in nove anni di intensa attività sessuale. Ci siamo incontrati già cresciutelli per cui abbiamo detto che se si fossero verificate le condizioni e uno dei due o entrambi non fosse più in grado di generare avremmo potuto adottare un bambino dei tanti abbandonati al mondo e rimasti soli. Questa soluzione era in più corroborata dal fatto di avere due pessime famiglie in quanto a valori e aspettative, con un karma molto pesante e requisiti genetici e background medico non tra i più felici. Per cui sì, anche se non ci fosse stato un aborto spontaneo credo che per tutte queste ragioni avremmo optato per abortire. In una coppia secondo i crismi del Budda, i partner sono uniti, quindi non ci sono decisioni conflittive o meglio non ci sono conflitti nè discussioni. Si vive solo il NOI come intuizione e stile di vita. Le decisioni procedono dalla fusione delle menti di entrambi e non esiste prevaricazione. Quindi avremmo abortito.

La mia via è questa quindi. Usate il cervello. Usate il feliciometro. Non disprezzate quello che avete che vi rende felici in questa vita, non sacrificatelo senza motivo. Non sacrificate vostra moglie e la sua felicità. Una donna non è un animale da riproduzione. Siate autentici fin dall’inizio. Analizzate a fondo se abbia un senso logico nel vostro caso avere un figlio di sangue. Nemmeno il Budda come Imperatore trasmette secondo un lignaggio genetico proprio dei Re e nella tradizione romana per esempio si delegava alle matrone, mamme professioniste, la nascita, con tutti i crismi del diritto.

Un’altra questione è se sia accettabile l’aborto operato dai medici qualora il feto non sia sano per innumerevoli motivi. La questione è la stessa. Una persona adulta con un handicap accidentale può forse continuare ad essere soddisfatta della propria vita, non sempre ma può scegliere …  Provate a immaginare un musicista che perde l’uso della mano… Forse può trovare qualcosa di alternativo che non lo deprima ma non è così semplice… Per alcuni invece può essere un’ occasione per trovare di meglio… Nel caso di un nascituro è ovvio che le sue perfette condizioni sanitarie lo aprono a maggiori possibilità specialmente in contesti culturali o ambientali dove è richiesta anche la performance fisica. In occidente lavoriamo tutti alla scrivania, quel tipo di lavoro può essere accessibile anche a persone minusvalide, adesso non ne abbiamo nemmeno per quelle valide, ma immaginate contesti ambientali più estremi dove questa opportunità è inesistente. Non potendo sapere se con un difetto il nascituro possa essere felice come dovremmo scegliere? In alcuni casi una sindrome può chissà portare a qualche stato alternativo di felicità ma che ugualmente genera sofferenza e ingestibilità tutto intorno oltre a un costo notevole.

Ci sono un’innumerevole lista di occorrenze e violenze spiacevoli nelle quali può incappare una donna. Anche in questo caso non possiamo negare l’aborto.

Restano le donne che usano l’aborto come metodo anticoncezionale. Alcune sostengono che sia dovuto al fatto che i metodi anticoncezionali non funzionino o può essere che non li vogliano far funzionare. Credo che anche in questo caso ci siano conoscenze abbondanti per intervenire poco dopo il concepimento senza ricovero. Forse manca informazione o c’è molta disinformazione anche operata da orientamenti politici o religiosi che spingono alla follia il tema delle nascite perlopiù per avere la supremazia religiosa o per avere qualcuno che paghi i debiti… valutate voi…

Restano le mignotte ma lascio discutere ad altri l’argomento nei bar e passo al controllo delle nascite come scelta politica.

La Cina ha imposto per anni il figlio unico ora va verso i due o tre figli. La mia opinione è che come ho detto l’orientamento e il numero di figli vada per vocazione e contesto ambientale. Spingere tutte le coppie ad avere un figlio ma non più di uno, come spesso ho sentito dire in Italia, mi sembra un orientamento stupido per le ragioni di cui sopra. Nell’ articolo IUS SOLI ET MARI ho offerto una possibile soluzione al controllo delle nascite che è meno limitativa e rende le coppie più libere di non averne o averne a profusione qualora ci siano posizioni libere o ad accollarsene integralmente il costo sociale.

Potrebbe essere una via …

 

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

His Holiness the Imperial Buddha

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

Long Term Economy Chair ( Italy )

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Paolo David Sacco

Sua Santità il Budda Imperiale. GGA. Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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