“Per fare un figlio devi aver prima comprato un ettaro di terra o avere in tutela un ettaro di demanio pubblico (parco, deserto…)”

Ho esordito così in un post che ho scritto qualche settimana fa. È una affermazione bizzarra e stravagante ma se analizziamo le problematiche attuali e i risultati da conseguire in tempi brevi potrebbe essere una soluzione comoda e geniale.

Questo nuovo approccio del diritto separerebbe la ‘nazionalità’ che si acquisisce solo per sangue (IUS SANGUINIS) dalla ‘cittadinanza’ che si acquisisce per credito di nascita da una superficie di suolo o mare della nazione (IUS SOLI ET MARI). Un popolo come il nostro con la tradizione di un mare (MARE NOSTRUM) e tante isole è giusto che tragga il proprio diritto di nascita anche dal mare.

La nazionalità la consegui solo per essere figlio o discendente di un Italiano mentre la cittadinanza, che ci rapporta a tutti i diritti e privilegi, nonchè doveri, del vivere nel paese, si acquisisce diventando titolare di un ‘credito di nascita o cittadinanza’. Questo titolo può essere considerato virtuale come i crediti ‘green’ ma strettamente vincolato a una superficie reale di suolo o di mare nazionale.

Con questo sistema si possono ottenere alcuni aspetti interessanti tra cui:

  1. Sviluppo del senso di appartenenza al territorio dalla nascita. A un bambino potrebbe piacere il fatto di essere radicato a un particolare territorio o mare o forse no…
  2. Controllo demografico progressivo interno. Se fissiamo ipoteticamente un limite di 100 ab/km2 per superficie terrestre, sapendo che la superficie è di 302.073 km2 sappiamo che associando un ettaro ad ogni credito di nascita e cittadinanza (CNC) raggiungeremo con il tempo i 30.207.300 di abitanti con diritto di cittadinanza nella nazione. Ovviamente manca la superficie marina alla quale si può abbinare un certo quantitativo di cittadini anche uguale o simile a quello terrestre. Ovviamente il controllo demografico è interno al paese, che mette così in evidenza che le proprie risorse sono limitate e che può ospitare , almeno per il momento, solo un certo numero di cittadini.
  3. Libertà di crescita fuori dal paese. I cittadini che trovano il loro spazio all’estero e continuano ad avere figli avranno inizialmente figli con la sola nazionalità ma senza cittadinanza, come è ovvio non vivendo nel paese. Diciamo che i posti liberi per la nazionalità sono illimitati mentre quelli per la cittadinanza sono limitati.
  4. Creazione di un mercato e introiti per aziende agricole e parchi.
  5. Assegnazione rapida del credito di cittadinanza agli immigranti secondo richiesta e lista di attesa anche prima di entrare nel paese. Nessuna necessità di distribuire la nazionalità.

Il credito di nascita verrebbe acquistato dai genitori  quando decidono di avere un bambino che deve nascere supponiamo entro tre anni. Il sistema digitalizzato di tipo blockchain potrebbe mescolare crediti dei terreni privati negoziabili e crediti non negoziabili relazionati a superfici pubbliche. Potrebbe esserci la possibilità di acquisto da consorzi locali o direttamente dal sistema pubblico secondo la lista di attesa. Non è detto che ci siano crediti liberi nella tua zona ma magari resta qualcosa nell’Aspromonte… è una gestione a livello nazionale.

Ovviamente il credito di cittadinanza si estingue con la morte e nel caso di una superficie pubblica il credito ritorna in gestione al sistema pubblico che lo riassegna. Come dicevo ci potrebbe essere un flusso di introiti, magari non molti, ma potrebbe essere utile a parchi, oasi, zone fluviali e mare….

Si può anche prevedere che gli italiani che vivono stabilmente all’estero lo perdano dopo alcuni anni. Per poi rimettersi in lista di attesa rientrando nel paese con una maggiore priorità.

La chicca sarebbe relazionare anche l’imposizione fiscale alla zona del credito di cittadinanza di appartenenza. È possibile quindi che seppur lavorando in una regione le tasse fluiscono in un’altra creando un riequilibrio relazionato alle risorse reali e abitabilità del paese.

 

 

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

His Holiness the Imperial Buddha

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

Long Term Economy Chair ( Italy )

Leggi gli ultimi articoli dell’autore

 

 

Paolo David Sacco

Sua Santità il Budda Imperiale. GGA. Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

Paolo David Sacco has 89 posts and counting. See all posts by Paolo David Sacco

Paolo David Sacco

Leave a Reply