La questione del dimensionamento di una eruzione è una questione che mette confusione. Ci sono molti parametri da considerare per definire grande una eruzione, mutano a seconda della categoria che ne parla. Ne ho già parlato in articoli precedenti. Non sempre una eruzione tremendamente violenta può essere definita grande giacchè, a differenza dell’eruzione trattata in precedenza del Cumbre Vieja, può risultare come un evento repentino, così rapido da sfuggire alle capacità di studio.

Non volevo accennare a questo tipo di eruzioni ma, vuole il caso, che giustappunto si è verificata pochi giorni fa una delle esplosioni vulcaniche più violente mai registrate da un satellite.

Si tratta del vulcano Hunga Tonga – Hunga Ha-apai del Regno di Tonga (Oceano Pacifico). Negli ultimi anni ha disegnato un’ isola nell’oceano frutto dei depositi di ceneri e materiale piroclastico di una serie di eruzioni definite normali, ordinarie.

A dispetto di quanto si creda, pur essendo relativamente recenti le sue eruzioni, è stato il protagonista di un’ esplosione portentosa con una dinamica di sviluppo abbastanza peculiare. Ci troviamo di fronte a un evento che si dovrebbe presentare con frequenze di migliaia di anni tra un eruzione e l’altra. Ma non è stato così.

L’eruzione risale al 13 gennaio 2022. Incominciata in modo ordinario, con qualche emissione stromboliana di ceneri, si è convertità nel pomeriggio del 15 gennaio in un incubo. Il vulcano sottomarino è letteralmente esploso interessando un’area di 250km di raggio e lasciando dell’isola che formava solo due piccole isolette, di incerta durata. Sembrerebbe che l’onda espansiva, almeno a livello sonoro, sia stata avvertita, pensate, a più di 1300 miglia di distanza. Provate solo a immaginare quanta energia abbia sviluppato.

Improvvisamente il pennacchio ha iniziato ad elevarsi in quota manifestando un fenomeno mai visto prima di altissima incidenza di lampi. Parliamo di 200.000 eventi all’ora rispetto a centinaia o migliaia di eventi all’ora o alla settimana addirittura. Questa scarica di energia potentissima potrebbe essere determinata oltrecchè dal frizionamento delle ceneri particolate anche dalla concomitanza delle reazioni con l’acqua oceanica. Maggior presenza di vapore espulso infatti sembrerebbe generare ceneri sempre più fini. Più fini e tante le particelle più cariche si creano. Un altro fattore causante secondo altri potrebbe essere il fatto che la torre del pinnacolo sia stata proiettata molto in alto nell’atmosfera, generando cristalli di ghiaccio e altrettante nuove collisioni. La concomitanza di tutte le collisioni in termini così repentini sembra abbia generato la pioggia di fulmini. I fulmini non solo hanno interessato la zona del pennacchio di ceneri ma anche tutta l’area di oceano circostante. È meglio non soffermarsi a immaginare che cosa voglia dire trovarsi in un’area battuta da migliaia di scariche al minuto.

È possibile anche che influiscano anche le attività solari del momento.

Le ceneri hanno raggiunto la spaventosa altitudine di 31-39,7km, sfondando troposfera e stratosfera (16-1-2022, CALIPSO). A quella altitudine, senza mezzi artificiali, il pulviscolo, che non precipita più, può bloccare più o meno intensamente la radiazione solare raffreddando di conseguenza il clima di tutto il pianeta.

Ma se pensiamo che tutto questo possa essere terrificante ci sbagliamo. Il terremoto 7.4 generato ma, parrebbe, soprattutto l’onda espansiva medesima dell’aria, hanno generato uno tsunami diffuso a coste molto lontane come potete vedere nella mappa. Per fortuna si tratta di un onda persistente di moderata altezza per cui i danni sembrano circoscritti a quello che potrebbe essere un’ inondazione.

Per il momento, nonostante la popolazione interessata fosse di 105.000 abitanti, sono stati registrati solo alcuni dispersi ma centinaia di migliaia di evacuati, laddove fosse possibile.

A causa delle scarse comunicazioni, dovute al tranciamento del cavo che univa Tonga con le isole Fiji, non c’è tuttora un’ analisi completa dei danni generati, possiamo dire che, nell’ottica del DRR (Disaster Risk Reduction), l’evento cataclismatico è accaduto e nei prossimi giorni o mesi si potrà fare il punto della situazione. A dispetto di quanto si pensi, il fatto che il vulcano abbia perso la sua sommità e visibilità non vuol dire che l’evento non si possa riverificare.

 

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

Imperial Buddha

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

Long Term Economy Chair ( Italy )

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Paolo David Sacco

Sua Santità il Budda Imperiale. GGA. Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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