https://www.academia.edu/53527582/EDUCATION

 

QUALITY EDUCATION

 

Talking about education for me means getting to the core of my experience as a seconded teacher in Istanbul, for seven years, by the Italian Ministry of Foreign Affairs. This abroad works parenthesis, which began during my teaching in Italian schools, first of Technology and Geometric Design, then of History of Art, followed a long series of competitions I passed, even to go and teach abroad.

I will briefly tell you about my experience as a teacher abroad because, from the latter, I expanded my cultural knowledge and built bridges to bring heterogeneous cultures together. In fact, my passion for languages, together with the curiosity to know other countries and civilizations, pushed me to overcome all the difficulties inherent in the seven-year transfer from my country, Italy, to Turkey of different cultures and religions.

The first impact, with the abstruse Turkish language, was not easy as was the initial impact of teaching in the largest Italian school abroad (the I.M.I. in Istanbul) to students in the preparatory classes who didn’t speak Italian. But the love for my students and the use of tools, such as images drawn on the blackboard, allowed me to get closer to their world. So gradually, students’ learning of the Italian language, also through drawing, has followed increasingly accelerated rhythms, allowing them to then access the Lyceum.

Now I am in contact with my former students, who have become professionals appreciated all over the world, and we write to each other on social media in Italian.

The annual exhibitions on their drawings, winners of national and international awards, have also marked a fruitful collaboration with their Turkish upper-class families. This led me to learn the Turkish language in order to better communicate not only with the families of my students but also with the people.

I, therefore, believe that it is essential to build bridges of peace and collaboration between peoples and different religions and civilizations, immersing ourselves in the social fabric and making use of all the tools that technology has endowed us with. I am thinking not only of the courses of Turkish and foreign languages that I followed at the various Cultural Institutes in Istanbul but of the difficulties of today’s school, of women (mothers and wives who sacrifice themselves for their families every day) and students.

The COVID-19 crisis has disrupted the learning of children, young people, and adults at an unprecedented scale. It has also magnified the pre-existing inequalities in access to meaningful literacy learning opportunities, disproportionally affecting 773 million non-literate young people and adults. Youth and adult literacy were absent in many initial national response plans, while numerous literacy programs have been forced to halt their usual modes of operation. Even in times of global crisis, efforts have been made to find alternative ways to ensure the continuity of learning, including distance learning, often in combination with in-person learning.

Access to literacy learning opportunities, however, has not been evenly distributed. In fact, the post-pandemic crisis has taught us an important lesson: the ability to dialogue with the world through various online courses and meetings like today.

The school in the presence is especially optimal for the mental health of pupils but, in the face of the economic and social collapse, we are faced with an unprecedented challenge, how to cope with the economic difficulties of those who are marginalized and far from the most urbanized and efficient pole, they find themselves learning with the few tools at their disposal. Surely, if we want to give women relief, as mothers and workers, we should also think about the education of their offspring, to increase education in rural areas. Especially in areas where wars, poverty, and disadvantaged economic conditions have led to a decline in general education and an

The world leaders, the World Bank, the Monetary Fund, the UN, UNESCO, the WHO, etc., and we all should plead the cause of aid to the weakest sections of the world population. Therefore, my speech today is not only intended to be theoretical, but practical. How to help? It is a question of raising funds to make available at least the technology for distance teaching, the same very common in Australia due to the considerable distances between pupils and teachers. But, where the conditions for face-to-face teaching exist, we are welcome with all the precautions that, in these times of pandemic, we know all too closely.

I conclude my brief speech with the hope that each of us will become more citizens of the world and less tied to his country of origin, in a sort of stubborn nationalism. Only by looking at our fellow men as brothers, we could overcome the dichotomies of this era which often sees populist closures and prevailing selfishness. I firmly hope that women are the forerunners of this pacifist revolution and that they know how to overcome cultural and religious dichotomies, looking at the well-being of their children who will be the citizens of tomorrow. Education will be the cornerstone of economic growth in a sustainable way to make our world a better place to live.

 

***

 

EDUCAZIONE DI QUALITA’ 

  •  

Parlare di istruzione per me significa entrare nel vivo della mia esperienza in qualità di docente distaccata a Istanbul, per sette anni, da parte del Ministero degli Esteri Italiani. Questa parentesi, apertasi nel corso del mio insegnamento nelle scuole italiane, prima di Tecnologia e Disegno geometrico, poi di Storia dell’Arte, ha fatto seguito ad una lunga serie di concorsi da me superati, anche per andare ad insegnare all’estero.

Racconto in breve la mia esperienza di insegnante all’estero perché, proprio da quest’ultima, ho ampliato le mie conoscenze culturali e costruito ponti per avvicinare culture eterogenee. Infatti, la mia passione per le lingue,  unitamente alla curiosità di conoscere altri paesi e civiltà, mi ha spinta a superare tutte le difficoltà insite nel trasferimento settennale dal mio paese ad un altro di cultura e religione diverse.

Il primo impatto con la Turchia, con l’astruso linguaggio turco, non è stato facile così come l’impatto iniziale di   insegnare nella più grande scuola italiana all’estero (gli I.M.I. di Istanbul) a ragazzi delle classi preparatorie non in grado di parlare italiano. Ma l’amore per i miei studenti e l’utilizzo di strumenti, ad esempio immagini  disegnate alla lavagna,  mi hanno permesso di avvicinarmi al loro mondo. Così man mano, l’apprendimento degli studenti della lingua italiana attraverso il disegno ha seguito ritmi sempre più accelerati consentendo loro di accedere poi al Liceo.

Adesso sono in contatto con i miei ex-studenti, diventati professionisti apprezzati in tutto il mondo,  e ci scriviamo sui social media in italiano. Le mostre annuali sui loro disegni, vincitori di premi nazionali e internazionali, hanno segnato anche una proficua collaborazione con le loro famiglie dell’alta borghesia turca. Ciò mi ha indotto ad apprendere la lingua turca per poter meglio comunicare non solo con le famiglie dei miei studenti, ma anche con la gente del popolo. Una cultura che nasce dal basso, dalle radici vere di una civiltà attraverso i filtri del tempo e l’evoluzione di un linguaggio che, da ottomano, è stato trasformato dal grande Padre della Patria, Ataturk, in moderno turco.

Credo, quindi, che sia fondamentale costruire ponti di pace e collaborazione tra i popoli e le diverse religioni e civiltà, calandosi nel tessuto sociale e avvalendosi di tutti gli strumenti di cui la tecnologia ci ha dotati. Penso, non solo ai corsi di turco e lingue straniere che seguivo presso i vari Istituti di Cultura, ma alle difficoltà della scuola odierna, delle donne (madri e mogli che si sacrificano per la propria famiglia ogni giorno) e degli studenti. La crisi post-pandemica ci ha insegnato una lezione importante: la capacità di dialogare con il mondo attraverso i vari corsi e meeting online come quello di oggi.

La scuola in presenza è ottimale soprattutto per la salute mentale degli alunni ma, davanti al collasso economico e sociale, ci troviamo di fronte ad una sfida senza precedenti, come far fronte alle difficoltà economiche di quanti, emarginati e lontani dai poli più urbanizzati ed efficienti, si trovano ad imparare con i pochi strumenti a loro disposizione. Sicuramente, se vogliamo dare alle donne un sollievo, come madri e lavoratrici, dovremmo pensare anche all’educazione della loro prole, ad incrementare l’istruzione nelle aree rurali. Soprattutto nelle aeree in cui  guerre, povertà e condizioni economiche svantaggiate hanno portato ad un calo di istruzione generale e ad un’intera generazione di emarginati. I leader mondiali, la Banca Mondiale, Il Fondo Monetario, l’ONU, il WHO, etc., e noi tutti dovremmo perorare la causa di aiuti alle fasce più deboli della popolazione mondiale.

Questo mio discorso di oggi non vuole essere solo teorico, ma pratico. Come aiutare? Si tratta di reperire fondi per mettere a disposizione almeno la tecnologia per l’insegnamento a distanza, lo stesso molto comune in Australia per le considerevoli distanze tra alunni ed insegnante. Ma, laddove esistano le condizioni per un insegnamento in presenza, ben venga con tutti gli accorgimenti che, in questi tempi di pandemia, conosciamo fin troppo da vicino.

Concludo questo mio breve intervento con l’auspicio che ognuno di noi diventi più cittadino del mondo e meno legato al suo paese di origine, in una sorta di pervicace nazionalismo. Solo guardando ai nostri simili come fratelli, potremmo superare le dicotomie di quest’epoca che vede spesso chiusure populiste ed un egoismo prevalente. Spero fermamente che le donne siano le antesignane di questa rivoluzione pacifista e sappiano superare le dicotomie culturali e religiose, guardando al benessere dei propri figli che saranno i cittadini di domani. Sarà dunque l’educazione il fulcro della crescita economica in maniera sostenibile per rendere il nostro mondo un posto migliore in cui vivere.

By @Franca Colozzo

 

Franca Colozzo

An Italian Architect/Writer /ex Teacher in Italy and also in Turkey, passionate about Human Rights, Peace, Education, Environment, Women’s Empowerment, sustainable Architecture.

Franca Colozzo has 21 posts and counting. See all posts by Franca Colozzo

Franca Colozzo

Leave a Reply