Minuscola pianta di Kickxia ssp.

Amo il deserto. A dispetto della sua inospitalità apparente riserva un’ inaspettata accoglienza che ci deve far riflettere. Se non è accoglienza dovete accettare riguardo al mondo vegetale più  di una cosa che ancora stentate a comprendere. Ho scelto questa foto emblematica proprio per questo motivo.

Non voglio intimorirvi subito con le condizioni climatiche terribili di questo ambiente, che una foto agli infrarossi nel seguito spiegherà in modo lampante, voglio essere più soft e ottimista.

Il deserto fiorisce. Già, fiorisce e anche bene. E le nostre tabelle agronomiche non quadrano.

In questi giorni, che per me hanno del sacro, sono esplose le fioriture nel deserto di Fuerteventura, precisamente nel Jable dell’ itsmo. Osservo quest’ area bistrattata da molti anni ed è uno dei luoghi dove più ho appreso. Stanno fiorendo, grazie alle deboli e inusuali piogge, specie che negli últimi decenni e migliaia di km di cammino sull’ isola, in questa zona non ho mai visto.

Già questo apre un dibattito. Un luogo dal punto di vista ambientale vale per la sua vegetazione reale o per quella potenziale? Qui se e quando piove germina un po’ di tutto. Che cos’ è più prezioso? La bellezza effimera di un fiore che ti stupisce con un ciclo vitale rapido e poi scompare o qualcosa che cresce stabilmente e costituisce la vegetazione permanente del luogo? È un problema fondamentale. Dovremmo apprendere ad avere una visione di insieme.

Ho un’ ammirazione straordinaria, appassionata, per la natura. Riuscite a immaginare che cosa vuol dire che una specie ritorni o si manifesti dopo decenni in un deserto? Quale che sia la ragione. Non saprei se mi eccita di più l’ idea che la sabbia con i suoi cicli di condensazione e ossigenazione riesce a mantenere vivi i semi per decenni o il fatto che sia il vento a disseminarli, opzione discutibile perchè in ogni isola le speci possono assumere aspetto diverso, ma sappiamo che questo potrebbe essere epigenetica.  A volte nello stesso luogo hanno schemi e pattern geometrici di crescita diversi e meravigliosi.

Ma, veniamo al dunque… Osserviamo bene la foto. Non è l’ unico caso è l’ unica foto che pubblicherò qui. Il seme, dopo una serie di circostanze improbabili, germina delicatamente, approfittando di un momento di calma. Cresce un po’ e bene, ne sono testimonianza i colori e la lucentezza dei tessuti e … fiorisce subito, peraltro con un fiore così grande rispetto alla massa totale che fa quasi impressione.

Queste sono piante che ovviamente e anche qui, in qualche raro esemplare, possono crescere molto di più. Ma proviamo a immaginare lo sforzo, la completezza di nutrienti, l’ energia che serve per mantenere un certo frescore in un ambiente torrido, anche adesso, nella stagione invernale. E comprendiamo quanto sia sofisticato il sistema vegetale e opportunista nel ricorrere a innumerevoli radiazioni per il proprio sviluppo e specialista nel massimizzare ogni risorsa materiale disponibile, dall’ acqua dei cicli di condensazione notturni aria-roccia-pianta ai nutrienti solubilizzati dalla sabbia e roccia calcarea sottostante. E anche qui, nel deserto, per quanto ci possano essere strutture fungine sottostanti, è evidente, soprattutto trattandosi pure di piante con cicli vitali brevi e obbligati, che la spinta esplosiva è data da un microbiota formidabile di batteri solubilizzatori e mobilizzatori degli elementi, nonchè come è ovvio carbonio-azoto fissatori. Questo biofertilizzante dinámico produce di volta in volta il nutrimento che le piante richiedono. È quello che già da diversi anni sto divulgando esponendo il mio metodo A.M.B.E. per adattarlo alle colture.

Termino con questa foto a infrarossi bruttina ma esplicativa che, già al mattino, in inverno, rileva un’ escursione termica tra suolo e pianta di una decina di gradi, a testimonianza della straordinaria capacità di climatizzare anche delle piante più piccole e della correttezza delle pratiche agricole di copertura del suolo con manto verde che ho da sempre promosso.

Infine, vedendo che le cose in natura funzionano così, possiamo considerarci moderatamente ottimisti.

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

 

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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