In passato si moriva per una causa. Risuonano ancora le gesta degli eroi di ogni epoca, a dispetto dell’intenzione diffusa di occultarle. Oggi moriamo per l’avvelenamento mutagenico o teratogenico di un famigliare invidioso che con la somministrazione occulta di un farmaco o un contaminante ha rovinato il nostro sistema immune, moriamo in un incidente automobilistico, per la distrazione di una persona e la ira di un’ altra che l’ha chiamata allo smartphone mentre era alla guida, o viceversa, moriamo per mano di un microbo uscito dallo sfintere di un incauto scoreggione di casa o di strada, moriamo perchè il malumore ci ha infettato il sangue fino all’infarto e l’autoambulanza non è arrivata a tempo, moriamo perchè a una multinazionale agrofarmaceutica non interessa la tua vita e che lucrare qualche centesimo in più su un prodotto è molto meglio, moriamo perchè un mentecatto ha stabilito quale sia la soglia massima di popolazione del pianeta e altri psicopati intorno a lui hanno unito i loro sforzi per disegnare nei laboratori delle armi orrende, ma nessuno deve sapere, e per assurdo moriamo perchè nessuno è ancora andato in aiuto alle massaie e ha ancora fatto luce vera su come si debbano preparare o conservare correttamente gli alimenti in casa, sulla differenza tra pulizia e igiene, perchè la nostra salute fisica e mentale muove proprio da quello. Basta una abitudine sbagliata, una cosa sciocca, per uccidere tutti i tuoi famigliari a lungo termine. Non moriamo più di vecchiaia moriamo come coglioni, per mano di ignoranti, malevoli, maligni, distratti, avidi e invidiosi… Non ha importanza quanto vali la fine nell’era moderna è sempre la stessa.

Sarebbe troppo sperare che l’umanità possa tornare a credere in qualcosa di ottimistico ma se vogliamo veramente dare un valore alla vita dobbiamo darlo anche alla morte e renderla meno insensata. Domandiamoci se realmente non possiamo fare qualcosa. Sembra che l’umanità sia sempre più specializzata in uccidere dentro e fuori casa nella totale immunità. Nessuno investe sulla vita. Non mi riferisco a fare figli, nulla vieta che chi miete vittime sia proprio quello che genera prole, mi riferisco a un’attitudine verso la natura che ci circonda, a una forma mentis.

Per il futuro abbiamo bisogno di una umanità più responsabilizzata sulle questioni mediche. Non abbiamo bisogno di far studiare medicina a tutti ma abbiamo bisogno che ci siano responsabili in ogni unità abitativa o lavorativa formati e preparati sulle misure minime di soccorso e soprattutto diagnosi che combinate con adeguati supporti telematici rendano più facili gli interventi e la prevenzione. Non sto pensando a un responsabile medico in famiglia per l’esattezza perchè la morte si consuma anche tra i parenti. Dobbiamo immaginare qualcosa di diverso. Sarebbe d’ uopo scegliere quantomeno il più sano o cercherebbero di renderlo al più presto più malato?

Non possiamo più permetterci grandi ospedali e non serve, spesso è controproducente, sia economicamente sia in termini di stress e alienazione per il paziente. I più si curano meglio a casa, non in famiglia, è sufficiente un ambiente amico. Abbiamo anche bisogno di una formazione di medicina di urgenza, nelle case, con quello che si può trovare nelle case. Tutto risulterebbe più equo.

Non si tratta di investire tanto quanto di formare al meglio sulle questioni di base. Veramente poche perchè tutti possano vivere meglio, dando anche l’opportunità a certe tecniche antiche, mi riferisco a quelle che ritengo più efficienti e semplici (tecniche di respirazione per aumentare il livello di ossigeno nel corpo e il lavaggio del sistema digestivo con acqua e sale marino noché il bagnoturco)  di rivivere , perchè sappiamo che in prevenzione e in urgenza possono aiutarci parecchio… Si tratta solo di avere un po’ di etica e raccogliere il meglio dell’antico e del moderno, il meglio della botanica e della chimica farmaceutica.

Non possiamo credere di poter andare avanti con una medicina somministrativa o vaccinale, se le cose si mettono male risulterà un vicolo cieco, dobbiamo realizzare preparati adattogeni, potenziatori del sistema immune, armature biologiche per noi e per le piante almeno. È l’idea della malattia che genera la psicosi mentre dovrebbe essere più radicata l’idea della salute, del benessere e dell’armonia.

Sapete già che uno dei miei successi è stato quello di ricondurre l’ordine alle cose e in particolare ristabilire quella connessione logica e semplice tra il micorbiota vegetale e quello umano, in generale tra quello che mangiamo e come lo digeriamo con tutti i risvolti per la mente. L’epigenetica è molto più forte di quello che pensassimo.

Occorre come ho già detto un dipartamento di medicina vegetale. Abbiamo bisogno come non mai di medici integri e valorosi più vicini all’agricoltura, a difesa della vera salute collettiva, perchè a volte è proprio lì che si compiono i misfatti, il più delle volte nella totale ignoranza dell’agricoltore. Abbiamo bisogno che i medici risalgano la valle fino alle origini del problema e lo eradichino una volte per tutte, ponendo fine alla sofferenza….

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

 

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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