Vassallaggio in epoca feudale

Ho spiegato nello scorso articolo in maniera sintetica, ma si può sconfinare in lussureggianti e copiosi dettagli, l’affermazione del vassallaggio mercantile a danno della libertà di espressione dei cittadini. Questa è una delle varie forme con le quali si sta cercando di attuare in Italia quello che io chiamo l ‘innesto forzoso del capitalismo sinistroide per poter entrare in Europa. Le regole in Italia erano troppo diverse e sarebbero entrate in conflitto col modello sociale e economico della maggior parte dei paesi europei.

Mi è stato chiesto se ci fossero altre manovre in atto e voglio dire che sì e faccio ben presente che, se si vuole, far fallire l’economia di un paese è relativamente facile e bastano poche misure.

Si tenga presente che dietro il progetto che chiamo IN.FO.CA.S. l’obiettivo primario è cercare di sostentare i ricchi, grandi famiglie e gruppi economici e multinazionali a scapito del tessuto liberale del paese, generalmente piccola impresa, che, soprattutto in Italia, era quello che rappresentava il motore e il sostentamento della popolazione. L’ intento era di far credere alla popolazione, illuderla,  che in caso di crisi fossero quelli i contrafforti che sostenevano l’insieme e che avrebbero dato sicurezza.

La misura più efficace e palese, anche se è passata inosservata a molti, è stata la politica del prelievo fiscale. Nel bel paese c’è stato un largo momento, gli ultimi decenni, in cui i prelievi alla classe media erano così alti che uno che guadagnava meno di 20.000€ con il sistema forfettario guadagnava di più di uno che ne guadagnava fino 80.000€ con un sistema ordinario. Per dirci, un massaggiatore guadagnava di più di un consulente o un tecnico eccellente. Questo sistema abnorme e grottesco ha posto fine alle attività professionali in toto per quanto riguardava le attività oneste e ha preparato lo scenario del teatro dell’evasione fiscale e del sommerso per le altre.

Un’ altra misura per far convergere tutto al fallimento è stata quella di sminuire e deprezzare le categorie trainanti dell’economia che, peraltro, avendo fatto parte di un paio di quelle (settore finanziario e tecnologico ai massimi livelli), tutto sommato erano tra le più pulite, nel senso che qualche elemento sporco c’era, eccome, ma i danni erano localizzati. Per quanto mi riguarda, soprattutto per il settore informatico, noi, analysts, software architechts e system engineers,  quelli definiti ‘vecchi programmatori’ e ‘padri dell’informatica’, avevamo dei valori molto chiari e positivi, spirito di sacrificio, dedizione e determinazione e una mission ben definita che imbarcava già allora il futuro dell’umanità, l’economia sostenibile e non solo. Siamo usciti dal settore guadagnando 30.000€ al mese, adesso ho sentito dire che un neo assunto universitario ne guadagna 300€. Nel settore finanziario la proporzione è più o meno la stessa. Ci sono categorie invece pare che nonostante i reati ambientali, crimini contro la salute, anche su base nazionale, frottole colossali anche in forma collettiva continuino a perdurare immuni, forse perchè spalleggiate proprio da quelle lobbies industriali che dovevano restare intoccate.

Poi c’è stato il pressing famigliare. Qui la dinamica è piùttosto variegata, si va da diverse forme di sabotaggio al ricatto o alla pressione cirminale. Verso chi? Perchè? Il motivo è sempre lo stesso. Nessuno doveva ritenersi preparato alla crisi. Tutti quelli che andavano verso l’autosufficienza sono stati sistematicamente sabotati e quelli che si sono subito ritirati, anche, come nel mio caso, per motivi famigliari e etici, sono stati rovinati. A tutti è stato ordinato che non dovevano ridurre le spese e ridimensionare il proprio stato di benessere, ma che dovevano continuare a spendere allo stesso modo finchè i soldi non finivano. Ovviamente qualcuno doveva mantenere le imprese. Il principio è lo stesso di matrice sinistroide. I soldi devono finire tutti nelle casse dei ricchi quando li finisci devi chiedere assistenza allo Stato o alle amministrazioni. Ovviamente, laddove e in quegli stati, dove gli aiuti non c’erano, i più si sono rivolti a circuiti sotterranei e al malaffare.

Ma vi siete domandati il perchè e il senso di tutto questo? È molto semplice. I politici, in teoria, non dovrebbero prendere istruzioni dirette dai cittadini, nel senso che avrebbero l’obbligo di tutelare l’intera popolazione, ma, allo stesso tempo in molti paesi ormai i partiti sono finanziati dai privati. Si crea quindi un evidente conflitto di interessi nel quale quelli che non sono rappresentati soccombono. E il problema sta proprio qui, nella ripartizione della cassa. Se le famiglie ricche affondano con le loro grandi imprese e ne sorgono delle nuove come prevede il libero mercato la cassa si distribuisce in modo diverso perchè non è possibile prevedere quale impresa emergente finanzierà quale partito. Quindi è nell’interesse dei politici che tutto rimanga come prima. E qui ritorniamo all’altro punto dell’ IN.FO.CA.S.: se sotto queste famiglie si crea un sistema di vassallaggio forzoso i politici hanno la sensazione, del tutto effimera, di controllare il paese e schiavizzare i cittadini, mantenendo i rapporti solo con quelle. Se le famiglie crollano crolla tutto il palinsesto, l’impalcatura… E tutto questo ovviamente non per i cittadini ma in nome dell’Europa  e dalla conseguente politica sinistroide di cui ha beneficiato solo un’ oligarchia, che spera, quando muoverà di nuovo l’economia, di ripartire per prima essendo l’unica ad essere rimasta con un bel gruzzolo!

Ma forse non hanno ben chiare le conseguenze del loro operato…

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Maitreya Mahoma Sacco

 

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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