Agroecologia bioregionale rigenerativa: Ambiente, Salute, Fertilità (Umana e dei Suoli)


Ribadito il divieto delle sementi ogm in Italia come nella maggior parte dei paesi europei (l’Ungheria l’ha inserito anche nella Costituzione), divieti ratificati dalla Corte di Giustizia Ue, è necessario oggi vietare ogni importazione di mangimi o alimenti geneticamente modificati, in particolare se costituiti da semi vivi o materiali riproducibili, che inquinerebbero irreversibilmente le nostre varietà tradizionali attraverso il polline se dovessero diffondersi accidentalmente o venissero seminati da agricoltori o hobbisti imprudenti, per risparmiare sulle sementi… Inoltre, continuando a importare mangimi e alimenti ogm rischiamo che l’inquinamento della nostra flora microbica, di quella dei terreni e delle acque, attraverso il trasferimento genico orizzontale per mezzo dei microbi intestinali che trasferiscono ad altre specie frammenti di dna geneticamente modificato, diventi irreversibile. 


L’Italia, la patria della Biodiversità agro-alimentare mondiale non può permettersi una contaminazione da OGM.

Joe Biden ha espresso la volontà di nominare come prossimo segretario del dipartimento dell’agricoltura, Tom Vilsack, conosciuto con l’appellativo di Mr Monsanto, dal nome della multinazionale, l’attuale Bayer Monsanto, leader mondiale nella produzione di ogm e pesticidi, tra cui il glifosato.

A partire da questa notizia Giuseppe Altieri, agroecologo, ci spiega perché gli ogm e i pesticidi sono pericolosi per l’ambiente e la salute umana. L’unica soluzione è la tolleranza zero verso di essi e la riconversione biologica del territorio italiano.
(Rete Bioregionale Italiana – bioregionalismo.treia@gmail.com)
 

 

 

PROGRAMMA AGROECOLOGICO ITALIANO (sintesi)
La base per la salvezza nazionale è l’Agricoltura Biologica
di Giuseppe Altieri, Agroecologo
Sementi OGM (mantenimento ed espansione del divieto tutti i nuovi OGM)
E’ necessario ribadire l’assoluto divieto nazionale di coltivazioni OGM (in applicazione della clausola di salvaguardia europea), includendo tra questi le varietà “clearfields” e ogni altro genere di ogm derivante da “gene editing” o altre tecniche di manipolazione genetica “casuale” (NBT o altri, definiti dalla Corte di Giustizia UE quali ogm a tutti gli effetti, e pertanto sottoposti alle stesse norme degli organismi transgenici), in quanto forzate con agenti mutageni, virus e batteri, ecc…
mai precise,nel momento in cui prevedono trasferimenti di sequenze geniche (pezzi di dna) inter/intra specifiche in modo approssimato, con effetti sconosciuti sul tutto il genoma complessivo della specie, nelle sue complicatissime e tuttora incognite interazioni intra e inter-specifiche. 
Molto differenti sono le ricombinazioni genetiche “causali” che avvengono nella selezione e incroci da impollinazioni naturali o “mutazioni spontanee naturali”, più lente ma precise, che accompagnano il miglioramento genetico classico, a partire dal germoplasma autoctono, ovvero le antiche varietà selezionate da millenni dai nostri avi e ben adattate ai territori.
Gli OGM, pertanto, rappresentanoun grave pericolo per la salute ambientale, per la tutela della biodiversità vegetale e microbiologica (umana, animale e dei terreni) e per le tradizioni agroalimentari locali, nonché per la sanità delle piante, a causa della comparsa di nuove avversità e resistenze da parte di erbe infestanti, insetti e patogeni.
Soprattutto, oggi siamo in presenza di avanzate tecniche agro-ecologiche alternative, ormai diffuse su larga scala, atte a garantire sitemi agro-biologici in grado di sfamare due volte la popolazione mondiale attuale, dimezzando il consumo di risorse non rinnavabilie rigenerando al fertilità dei suoli, compromessa in primis da OGM e pesticidi connessi ed annessi, soprattutto legati alla zootecnia industriale e ai bio-combustibili (Colza, ecc.), inseriti direttamente nel dna (soia resistente al glifosate e mais Bt).
La cosiddetta “coesistenza” con gli ogm rappresenta una contraddizione in termini, dal momento che, attraverso l’impollinazione e il trasferimento genico orizzontale attraverso i microbi (umani, animali e dei terreni), il dna transgenico contamina e inquina irreversibilmente ogni forma di coltivazione tradizionale, che pertanto non potrebbe più esistere, nonostante queste ultime rappresentino un diritto precedente delle popolazioni Umane nei diversi territori ed agroecosistemi. Diritti espropriati dal sistema dei brevetti sulle manipolazioni genetiche.
 
Alimenti e mangimi OGM. Per un immediato divieto a tolleranza zero… senza “Cavilli di Troia”
In questo momento di particolare emergenza sanitaria è necessario inoltre prendere coscienza che ogni importazione di alimenti, derivati e mangimi contenenti OGM rappresenta un grave pericolo per la salute ambientale, umana ed animale, dal momento che, attraverso il trasferimento genico orizzontale di frammenti di DNA “altamente instabili”, è possibile il passaggio di sequenze geniche (frammenti di DNA ed Rna) ai microrganismi intestinali (umani ed animali) e a quelli dei terreni coltivati, con gravi rischi per tutta l’Umanità gli ecosistemi.
Come dimostrano i “salti di specie dei microrganismi e la comparsa di virus e batteri mutanti”, in particolare nel settore della Zootecnia Industriale, diffusi a livello mondiale. Con gravi ripercussioni nell’ultimo ventennio, in particolare (e non sarà solo per caso) da quando son comparsi sul mercato mondiale mangimi e sementi ogm.
 
Pertanto, ai fini della tutela sanitaria, diritto prioritario inviolabile, immodificabile e non delegabile ai trattati internazionali di commercio,il Principio di Precauzione ci impone diinterrompere immediatamente tutte le importazioni di ogm, con un sistema di sorveglianza basato sullatolleranza zero, come quello in atto per i controlli sulle sementi, facendo riferimento alle analisi qualitative di presenza /assenza.
Evitando i “cavilli di Troia” nascosti nelle cosiddette soglie di (in)tolleranza, oltretutto senza etichettature. Tolleranze consentite addirittura nei prodotti biologici, laddove le norme internazionali in materia vietano di definire un prodotto come biologico se contiene OGM… ma consentono di nasconderli nelle intollerabili soglie di intolleranza.
In sostanza, è necessario agire prima che si manifesti uno stato di fatto e un inquinamento irreversibile da cui sarebbe molto difficile tornare indietro… 
Per questo motivo l’Ungheria ha inserito il divieto totale di introduzione di qualsiasi ogm nella Carta Costituzionale. 
 
Perché l’Ungheria e non l’Italia, che ha il 60% di tutta la biodiversità alimentare mondiale, sulla quale è basata la sua economia e tradizione culturale?
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Recovery plan e Agricoltura: un po’ di chiarezza per i tanti miliardi da investire.
In questo momento di esame e presentazione del Recovery Plan all’Unione Europea da parte del Governo Italiano, un Piano che con le ingenti risorse da investire potrà in diversi settori ammodernare il nostro Paese e renderlo competitivo nell’era digitale a livello europeo e internazionale, migliorando decisamente il livello dei servizi pubblici e riducendo l’eccesso di potere della burocrazia nella Pubblica Amministrazione, riteniamo utile  pubblicare  per l’attenzione dei lettori, il  Report (www.cambialaterra.it del 07/gennaio/2021) sulle recenti decisioni del Consiglio  Europeo e il dibattitohttps://www.cambialaterra.it/2020/12/pac-la-schizofrenia-delleuroparlamento che riguarda la Politica agricola comune (Pac). Abbiamo  capito che si tende a mantenere uno status quo che, a nostro avviso, non sarebbe più sostenibile per la salute ambientale e la resilienza ai cambiamenti climatici. Si parla tanto di Grean  Deal per il Recovery Fund, ma in realtà i Governi non hanno ancora assunto delle scelte coerenti attraverso una vera Politica Agroecologica, integrale e sostenibile. Secondo numerosi Esperti del settore, sarebbe necessario  il rafforzamento delle Politiche Agroambientali Europee avviate nel 1992, le quali sostengono i redditi degli agricoltori attraverso il pagamento dei servizi effettivamente forniti alla collettività (Misure Agro-climatico-ambientali, per l’Agricoltura Biologica e per il Benessere Animale, la Formazione e l’Assistenza Tecnica per le Innovazioni e gli investimenti Green, il monitoraggio climatico-ambientale, le assicurazioni agevolate, ecc). Servizi chedovrebbero tradursiin Salute e Qualità degli alimenti attraverso il “massimo sviluppo dell’agricoltura biologica e la sostituzione dei Pesticidi Sintetici”, per lo più inutili ed anacronistici, come previsto dalle norme di Produzione Integrata (D.lgs.150/2012), obbligatoria dal 2014 su tutto il territorio europeo, secondo cui i prodotti chimici possono essere impiegati solo in casi eccezionali una volta esauste le tecniche alternative, obbligatorie e prioritarie, su prescrizione di tecnici abilitati (Consulenti Fitosanitari, iscritti negli appositi albi regionali), che verifichino il superamento effettivo delle soglie di danno economico da parte delle avversità delle coltivazioni. Ciò si traduce in Ambiente e Fertilità dei Suoli (e Umana), Biodiversità, contrasto al Dissesto idrogeologico, Zootecnia estensiva, Conservazione delle Tradizioni Agroecologiche locali, recupero dei terreni e dei villaggi rurali abbandonati, incremento del Lavoro e imprenditorialità Rurale, ecc.

Bisognerebbe avere il coraggiodi evitare logiche di contribuzione a pioggia “di pura sopravvivenza”, per affermare , nella tutela del Principio di Precauzione , un Umanesimo Ecologico dei Diritti Inviolabili. 

Come dire, i soldi devono andare a chi davvero tutela l’ambiente.

Sulle criticità della politica agricola comune in Europa, in particolare per le esigenze da soddisfare in Italia,  è in corso un work in progress da parte degli Esperti del Comitato Scientifico, a conclusione degli  approfondimenti  provvederemo a pubblicare i risultati dello Studio. 

Paolo D'Arpini

Autore, Coordinatore Rete Bioregionale Italiana, amante dell'ecologia della biodiversità perchè Biodiversità è vita

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