Da anni osservo le dinamiche del comportamento umano e sono giunto a una  consapevolezza amara. Non siamo Terrestri. sembra assurdo ma nell’analisi complessiva del nostro comportamento sul pianeta risulta piuttosto evidente.

Abbiamo devastato tutti gli ecosistemi. Non ci siamo fatti mancare nulla. Siamo stati puntuali nel rovinare in parti uguali l’acqua, la terra e l’aria. Questo non curanti del fatto che questa contaminazione ci sta avvelenando. È bene comprendere che ogni contaminazione di ordine microbiologico e chimico che influisca sul nostro microbiota non è solo una minaccia alla nostra longevità ma anche al nostro benessere psichico. Quindi non stiamo solo degenerando a breve termine. Stiamo creando le condizioni per una degenerazione generale dell’umanità, un abominio, condizione nel quale nessun essere umano, nè uomo, nè donna, nè bambino sarà più in grado di vivere felice la propria vita su questo pianeta. Che specie può essere così stupida da inibirsi le possibilità di un evoluzione o permanenza dinamica felice? Una specie esterna all’ecosistema. Una specie colonizzatrice.

I coloni sfruttano le risorse in maniera totalmente esagerata. È nella loro natura. Non si sentono integrati con la Natura e vivono col timore recondito di essere eliminati un giorno o trasferiti altrove. Non curano quello che non gli appartiene. Non sono custodi. Siamo una specie che si comporta da sempre in modo arrogante e arrabbiato con quello che c’è fuori. La fase degenerativa completa la stiamo raggiungendo ora con la manifestazione di microrganismi più o meno letali, non mi riferisco solo a quelli che colpiscono l’uomo ma anche a quelli che, eppur legalmente, sono stati introdotti in agricoltura. Funghi con la capacità di sterminio di centinaia e centinaia di specie viventi. La maggior parte innocenti. Diciamo pure tutte innocenti. Non possiamo dire la stessa cosa dell’Uomo. Per contro i probiotici promotori della crescita sana dei vegetali vengono combattuti e ostacolati.

Un’ altra caratteristica del colono è che, anche nel bene, fa sempre le cose a metà. Chiacchieriamo molto di tutto. Green economy. Blu economy. Economia circolare. Ma di fatto seppur vengano regalate le soluzioni per risolvere gran parte dei problemi abbiamo perso il nerbo e l’entusiasmo per cambiare le cose. Il colono non riesce a pensare a lungo termine. È animato da un malumore congenito di essere stato strappato alle sue origini. Non è un pioniere il colono.

Aggiungiamo anche, come parte di questa indole colonizzatrice, la propensione a commercializzare tutto quello che trova e che di fatto non gli appartiene. A creare processi su materie prime di cui non ha verificato l’abbondanza.

Un altro aspetto imbarazzante dell’evoluzione umana è il pietoso fallimento sotto vari aspetti delle scelte relazionate ai trasporti terrestri. Non parlo solo di tutte le invenzioni e dell’ingegneria di tutti i mezzi di trasporto. Tra i migliori realizzati dall’uomo abbiamo la bicicletta, la qudriga romana, la mongolfiera, i dirigibili… ah no, questi ultime sono aeronavi, … solo la bicicletta e la quadriga. Adesso che si stanno vendendo di più cercano di farle peggio perchè non si noti troppo il fallimento degli altri veicoli. Ma in realtà sto parlando anche della pianificazione delle infrastrutture. Non voglio riferirmi ad una in particolare. Non si vede da nessuna parte un modello di circolazione sano, sostenibile e sicuro. Il culmine lo raggiungi nelle città dove un sistema intricato di divieti e sensi unici ti fa perdere il senno e l’orientamento. Siamo degli inetti. Non siamo in grado di muoverci decentemente sulla terra. Non siamo terrestri. Si nota che ci troviamo in difficoltà sulla terraferma.

Al contrario l’ingenierie aeronautica e in gran parte quella navale hanno dimostrato con il tempo di avere trovato soluzioni più sicure, affidabili, non sempre veloci ma almeno economiche al trasporto. In molti casi direi pure confortevoli. E direi che anche come estetica e creatività si sono creati dei veri gioielli oggi e nel passato, di cui ci possiamo sentire orgogliosi.

Sulla terra risultiamo continuamente pervasi da demoni che ci conducono nella direzione sbagliata. Oggi più che mai, con l’esasperante e diffuso ricorso a stupide pratiche magiche.

Ma da che pianeta veniamo allora? Era un pianeta con poca terraferma forse? Un pianeta di aria e acqua …. Un’ altra Terra? L’abbiamo chiamata Terra per questo? Perchè la caratteristica anomala di questo pianeta è avere un gran numero di terre emerse?

Quale che sia la nostra matrice. La situazione di fatto è che abbiamo distrutto un altro pianeta. Un paradiso vivente.  Che sia il primo, uno di tanti o l’ultimo non fa differenza.

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Sacco

Forest gardener

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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