Il bioregionalismo e l'ecologia profonda in pratica - Se ne parlerà a  Tivoli il 20 e 21 giugno 2020
Come favorire lo sviluppo delle opportunità di lavoro creativo, in sintonia con l’ecologia profonda ed il bioregionalismo, in chiave ambientale, socio-antropologica e di economia solidale?

La prima proposta che vi sottopongo è quella “cruda”.. Contro la fame e i cambiamenti climatici, un decalogo bioregionale, per tornare alla campagna e all’artigianato rurale, approfittando della crisi industriale.

Le responsabilità primarie della fame e dei cambiamenti climatici sono dovute all’agricoltura e la zootecnia industriale-commerciale “globalizzata”, che oggi producono “troppo cibo per poter mangiare tutti”, mentre, nel contempo, consumano le risorse naturali ed economiche dei popoli, inquinando la biosfera con prodotti chimici di sintesi che si accumulano nelle catene alimentari. Sembra assurdo ma è proprio così. Oggi al mondo alleviamo circa 45 miliardi di animali, corrispondenti ad almeno 10 miliardi di Bovini equivalenti, che consumano più di un SUV…

Questi animali mangiano almeno come 20 – 25 miliardi di Persone ! Mentre 1 miliardo di esseri umani, su 6 miliardi di popolazione terrestre, soffre e muore di fame !!!

C’è poi la proposta “morbida” della riscoperta culturale dei luoghi e delle capacità artistiche e spirituali dei suoi abitanti… L’idea è quella di un Osservatorio permanente della Cultura bioregionale, non solo uno spazio particolare bensì una “attenzione” rivolta ad una serie di valori, come a d esempio le medicine alternative, la scienza della nutrizione, le arti ginniche (yoga, esercizi respiratori, etc.) in grado di favorire l’equilibrio psichico e la valorizzazione delle facoltà intellettuali. In ogni bioregione dovrebbe esservi attivato un laboratorio di estetica in grado di ricostruire, attraverso le testimonianze artistiche e letterarie, l’influsso del paesaggio sulla vita e il pensiero, progetto utile anche a fissare dei nuovi, seri criteri di vivibilità ambientale.

Insomma: “Ora et labora!”

Il significato dell’ecologia profonda è racchiuso nella comprensione che nulla è separabile nella vita, il tutto compartecipa al tutto. Questo concetto è stato espresso con molta saggezza sin da cinquemila anni fa in un detto vedico che afferma: “Dal Tutto sorge il Tutto. Se dal Tutto togli il Tutto, solo il Tutto rimane”.

L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. Quindi la descrizione “geografica” bioregionale è solo funzionale all’integrazione dell’ambito descritto, un po’ come avvenne ai tempi di Menenio Agrippa che descrisse lo stato in termini di complementarietà degli organi strutturati per il funzionamento dell’intero organismo.

Paolo D’Arpini – Referente Rete Bioregionale Italiana

Paolo D'Arpini: ....è tempo di Biospiritualità e di Biopolitica….
Tratto da “Riciclaggio della memoria”  Di Paolo D’Arpini (Edizioni Tracce) – Per ordinazioni: Michele Meomartino Tel. 393.236209
Bioregionalismo in Italia - Intervista con Paolo D'Arpini di Nicola  Nardella - LtEconomyBlog

Paolo D'Arpini

Autore, Coordinatore Rete Bioregionale Italiana, amante dell'ecologia della biodiversità perchè Biodiversità è vita

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