….il Mondo che Verrà!

Impegniamoci a costruire un Mondo migliore per i nostri figli e nipoti

Non è solo quest’orso ad essere in bilico in una situazione critica! Da 200 anni le capacità della specie Umana sulla Terra sono aumentate esponenzialmente: dalla prima invenzione della macchina a vapore, la disponibilità di ENERGIA ha cambiato la nostra vita: l’acqua e l’energia elettrica in ogni casa, i treni, gli aerei, le automobili, la catene di montaggio e le fabbriche automatiche, l’energia atomica, la penicillina e i trapianti di cuore, la radio, la televisione, le telecomunicazioni, internet, i telefoni cellulari…. ma insieme con queste prodigiose scoperte e nuove opportunità, la specie umana, una delle tante manifestazioni della vita su questo pianeta, sta modificando drammaticamente l’equilibrio ambientale ed ecologico della Terra, quello che nell’arco di milioni di anni, ha reso possibile l’incredibile miracolo della vita in tutte le sue forme.

Insieme alla preziosa ed indispensabile energia del SOLE, le condizioni fondamentali, che hanno reso possibile la vita sulla Terra, sono l’ossigeno della nostra atmosfera, l’equilibrio del clima che assicura sulla gran parte del pianeta una temperatura media di circa 15°C, con variazioni periodiche nell’arco delle stagioni e della latitudine, ed, infine, la presenza di grandi quantità di acqua, gli oceani, i laghi, i fiumi che costituiscono l’ambiente vitale di un gran numero di specie viventi e l’indispensabile alimento per tutte.

E’ proprio l’equilibrio climatico una delle condizioni che negli ultimi 200 anni, da quando è iniziata l’era dell’Anthropocene, le attività intense e frenetiche degli uomini stanno modificando in maniera drammaticamente significativa: il consumo attuale di combustibili Fossili nel Mondo è di 26.000 miliardi di ton/anno e determina una immissione di Anidride Carbonica di circa 40.000 miliardi di ton/anno. In meno di 200 anni gli uomini stanno estraendo dalle viscere della Terra l’energia del sole accumulata come materiale organico in miliardi di anni, consumandola intensivamente e sottraendola alle future generazioni, ma quel che è ancora peggio e disastroso, stanno riversando nell’atmosfera enormi quantità di CO2. Per dare una sensazione più facilmente comprensibile: 50 lt di benzina, il pieno di una utilitaria, consuma 87 Kg di O2 e produce 125 kg di CO2, che scarichiamo giorno per giorno negli 8 km di atmosfera che circondano la Terra e garantiscono la vita sul pianeta.

 Il bilancio naturale, in equilibrio stabile da milioni di anni, tra la respirazione degli esseri viventi che produce CO2 e la sua trasformazione di nuovo in ossigeno grazie alla foto-sintesi clorofilliana delle piante non trova più il suo pareggio: circa 40.000 miliardi di tonnellate di CO2 si riversano ogni anno nell’aria per produrre energia elettrica da combustibili fossili, per alimentare le nostre auto, per sostenere quello che chiamiamo il CONSUMO di prodotti degli uomini che abitano il pianeta. La Concentrazione di CO2 nell’atmosfera, che influenza in maniera significativa il riscaldamento della terra, stabile da oltre 800.000 anni attorno ad un valore di circa 280 ppm dal 1900 ad oggi è salita costantemente ad oltre 400 ppm e prosegue con andamento esponenziale, come si può vedere da fig. 1 il grafico della temperature (rosso) segue di pari passo l’andamento in crescita della concentrazione della CO2 (curva Blu). Stiamo bruciando a ritmi forsennati il carbone, il petrolio, il metano avviandoci ad esaurire in poche generazioni risorse del pianeta sottraendole delittuosamente alle future generazioni ma, delitto ancora più atroce, stiamo alterando giorno per giorno in maniera imprevedibile e, probabilmente irreversibile, l’equilibrio climatico della Terra e la purezza dell’atmosfera sottraendo alle future generazioni la possibilità di vivere nell’armonia di un mondo che ha trovato il suo equilibrio in miliardi di anni.

Ma oltre alla CO2 ed agli altri numerosi inquinanti, sversati continuamente nell’aria, l’altra vitale risorsa del pianeta, le acque dei fiumi e degli oceani stanno subendo un disastroso degrado, la cui causa più eclatante è costituita dagli scarichi sempre più massicci di rifiuti di plastica. Gli uomini hanno inventato questa nuova materia prima ed hanno cominciato ad usarla intensivamente da circa 70 anni: dai 15 milioni di ton/anno del 1960 , la produzione ed il consumo di plastica ha raggiunto nel 2019 i 400 milioni di ton/anno , su scala planetaria. La plastica, frutto dell’ingegno umano dell’ultimo secolo, costituisce una materia prima del tutto nuova e con caratteristiche particolari, rispetto a quelle che l’umanità ha utilizzato per decine di migliaia di anni: le pietre, il legno, l’argilla, i metalli, il vetro, le fibre vegetali, le pelli animali ecc.

Le materie plastiche, prodotte con sostanze ricavate dal petrolio, oltre ad avere costi ridotti e caratteristiche funzionali adeguate alla realizzazione di vaste categorie di prodotti, a differenza della gran parte delle materia prime di origine naturale, non sono né biodegradabili né adeguatamente riciclabili, per cui i rifiuti di tali materiali, abbandonati in maniera incontrollata nell’ambiente, possono rimanere inalterati per centinaia o migliaia di anni, accumulandosi in maniera additiva nel tempo. La Plastica costituisce anche l’elemento simbolo dell’Ideologia del Consumo dei Prodotti, che la follia della corsa all’accumulazione del denaro e delle produzioni intensive, ha sostituito all’utilizzo ragionevole dei prodotti naturali e dell’ingegno umano; degli attuali 400 MTon/yr di plastica prodotta ogni anno, dal 30 al 40% sono costituiti da prodotti USA e GETTA, principalmente costituiti da imballi di prodotti alimentari e da numerosissimi oggetti destinati ad uso singolare.

Dunque, i rifiuti della plastica si accumulano in maniera additiva anno dopo anno, ai circa 8.000.000 ton/anno che finiscono in mare in maniera incontrollata , negli ultimi anni, residuo della produzione odierna di 400 MilTon /yr , negli oceani si trovano anche i rifiuti prodotti negli ultimi 70 anni, la cui massa globale si stima di circa 300.000.000 di ton, circa un terzo dei pesci che esistono negli oceani.

Come si vede dalla figura 2 i rifiuti di plastica, finiti nell’oceano Pacifico, prevalentemente dalla China e dagli altri paesi che si affacciano su tale versante, trascinati dalle correnti si sono agglomerati in un’immensa isola estesa circa 3 volte il territorio della Francia.

Oltre a queste drammatiche testimonianze dei rifiuti della plastica che galleggiano sulla superficie dei mari e degli oceani in ogni parte del pianeta, ancora più estesa è la quantità di plastica dispersa all’interno delle acque e nei fondali, che pur non cambiando composizione chimica tende a frantumarsi progressivamente nel tempo in Microplastiche , particelle di dimensioni inferiori ai 5 mm sino a pochi micron , che in quantità sempre più estese vengono inghiottite dai pesci, dagli uccelli che si cibano di tali pesci e che entrano in maniera sempre più pervasiva nella catena alimentare di gran parte degli animali e dell’Uomo. con conseguenze dannose e di entità imprevedibile per la salute e per l’integrità genetica di un numero sempre maggiore di specie viventi incluso l’uomo.

Come è possibile che la specie umana ed in particolare le Nazioni avanzate, non riescano ad interrompere questi fenomeni così macroscopicamente deleteri, per giunta provocati dalle nostre stesse iniziative , acclarati e denunciati da prestigiose organizzazioni scientifiche e dagli stessi organismi delle Nazioni Unite, che da oltre 30 anni li stanno analizzando, ne hanno identificato le cause e periodicamente pubblicano corposi volumi di dati e previsioni con suggerimenti e proposte ai leaders politici per invertire queste drammatiche tendenze?

Purtroppo, dall’analisi e dalle osservazioni contenute nei due documenti riportati nel sito, l’Anthropocene del Clima e quello degli Oceani, emerge una evidente e drammatica conclusione: i convegni internazionali di denuncia dei disastri ambientali in corso, gli incarichi dati a enti di ricerca prestigiosi e, per esempio, ad organismi delle Nazioni Unite, le raccomandazioni di illustri scienziati ai Responsabili Politici delle più importanti nazioni, le proteste delle giovani generazioni non hanno per nulla modificato la curva continua di crescita dell’Anidride Carbonica nell’atmosfera del pianeta, incrementando nello stesso tempo la principale causa del riscaldamento globale. L’evidenza di tale conclusione emerge chiaramente dalla fig. 3, nella quale sono riportate le misure della concentrazione di CO2, fatte sempre nella stessa postazione (Mauna Loa nel Pacifico) e contemporaneamente gli eventi principali per contrastare tale critica situazione: nessun convegno, nessun protocollo d’accordo, firmato da un gran numero di Nazioni, ha portato un’apprezzabile modifica della curva di crescita della CO2 nell’atmosfera della Terra né, purtroppo, sembra ragionevole ipotizzare una modifica a tale crescita nel prossimo futuro. Due dei principali capi politici nel 2019, Donald Trump, presidente degli USA, e Jair Bolsonaro , presidente del Brasile dichiarano pubblicamente che le problematiche ambientali sono frutto dei complotti di scienziati in malafede e finanziano lautamente metodi disastrosi di estrazione del petrolio dai giacimenti americani (Fracking) ed il sistematico disboscamento della foresta Amazzonica.

La Classe Politica di tutte le nazioni del Pianeta, di fatto, è sistematicamente asservita all’enorme potere finanziario accumulato dai monopoli che detengono da due secoli l’esclusivo controllo dell’estrazione e della vendita del Petrolio e dei Combustibili Fossili in tutto il pianeta e che con tali enormi proventi hanno costruito un altrettanto smisurato potere su gli altri settori industriali a maggior profitto e sulla finanza.

Attualmente le tecnologie delle fonti di energia rinnovabili già potrebbero consentire disponibilità energetica illimitate a costi inferiori a quella dei combustibili fossili , azzerando l’inquinamento dell’atmosfera; prospettive ancora più vantaggiose potrebbero venire dalla ricerca nel settore delle reazioni nucleari pulite e da altri potenziali tecnologie ad inquinamento zero, ovviamente escludendo il nucleare basato sull’uranio: il principale ostacolo all’evolvere in tale direzione è il fatto che tali sistemi andrebbero tutti nella direzione della produzione di energia in maniera distribuita, con impianti realizzati direttamente dai consumatori, sgretolando di fatto il monopolio determinato dall’uso dei combustibili fossili, ammazzando di fatto la gallina dalle uova d’oro!

L’estrazione e la vendita dei combustibili fossili, l’industria dell’auto con motori a combustione o, anche, elettrici purché l’energia, venga prodotta in maniera significativa con combustibili fossili, l’industria della plastica, anch’essa derivata dal petrolio, sono le fonti di enormi esclusivi guadagni di un ristretto nucleo di persone e gruppi di potere che dai proventi di tali settori estendono il loro predominio ad ogni altro settore profittevole di quella che continuiamo a chiamare, civiltà industriale avanzata. Da approfondite indagini nel settore bancario e finanziario , una ricerca dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo dal titolo “La rete globale del controllo societario” , arriva alla conclusione che 147 imprese, banche e multinazionali, nel mondo sono in grado di controllare il 40% di tutto il potere finanziario.

Se questa è la panoramica che emerge dalle osservazioni negli ultimi decenni dell’evoluzione economica nei principali paesi improntati al capitalismo ed anche in quelli gestiti con sistemi diversi, in cui sono al potere regimi totalitari fondati anch’essi sul monopolio del potere economico, la logica e l’indole dei sistemi socio-economici che si evolvono sulla base delle Libertà di accumulare Denaro e Potere a vantaggio dei singoli individui, a partire dalle prime rivoluzioni borghesi, quella Americana e quella Francese, dall’inizio del 1800 sono rimaste immutate nella sostanza, pur aggiornando continuamente le forme in cui tali caratteristiche si manifestano.

Dalla parola d’ordine della Rivoluzione Francese “LibertéÉgalitéFraternité ” bisogna dire che di Égalité e Fraternité se ne è vista ben poca : gli Stati Uniti d’America prima ancora di proclamare la “Carta Universale dei Diritti dell’Uomo” praticavano ed hanno continuato a praticare per circa 100 anni una tratta degli schiavi, strappati dal continente Africano e portati negli USA, per arricchire i coloni europei che si erano appropriati di questo nuovo continente, a dir poco selvaggia ed inumana, continuata sino ai nostri giorni con estese manifestazioni di pregiudizio razziale.

La conquista dei mercati ed il predominio dei capitalismi nazionali ha scatenato due guerre mondiali nel 20° secolo, i cui morti e le cui atrocità non hanno eguali nella storia dell’umanità; la risposta al timore dell’estensione della rivoluzione Russa e dei movimenti comunisti è stato il finanziamento e l’instaurazione di poteri fascisti e totalitari nel 1900 in numerosi stati del mondo di cui, quelli emblematici , sono stati il Fascismo in Italia ed il Nazismo in Germania, senza dimenticare la Spagna, Portogallo, Grecia, Cile ecc… Centinaia di milioni di morti della seconda guerra mondiale, l’olocausto degli Ebrei, due bombe atomiche sul Giappone, sono le ultime evidenti manifestazioni della LIBERTA’ che le persone che detengono il potere del capitale, hanno usato nel recente passato per conservare ed accrescere il loro potere su tutte le Nazioni del Pianeta senza alcuna considerazione del bene per la società civile e dell’interesse comune.

Questa è l’indole e la pervicacia con cui l’élite ristretta delle multinazionali e della finanza capitalistica intendono conservare e rafforzare il loro potere esclusivo le cui caratteristiche non si sono mai modificate nel corso di questi due secoli. Dalla bruta violenza e dallo scontro diretto tra gruppi di potere nella seconda metà del secolo scorso, sulla spinta anche della necessità di evitare conflitti distruttivi globali con armi nucleari, i conflitti militari sono diventati locali, in specifiche aree di interesse strategico mentre più sofisticati e raffinati sono i metodi e gli espedienti con cui viene attuata la logica del consenso ai regimi politici asserviti sistematicamente a tali poteri, la disgregazione della coesione e della solidarietà delle comunità sociali e la spinta all’egoismo ed all’arricchimento individuale.

La costante ed organizzata mistificazione delle informazioni e le sofisticate strategie del consenso, che le tecnologie delle telecomunicazioni rendono possibili, sono, attualmente, i metodi con cui le logiche del potere dominante vengono diffuse ed inculcate nella coscienza e nella volontà di masse di persone rese sempre più acritiche e disarticolate nel loro contesto.

La constatazione dei dati della fig. 3 e quelli più ampi ed articolati delle analisi sulla crisi climatica e su quella delle acque e degli oceani, riportate in questo sito, confermano la spregiudicata e pervicace logica ed azione conseguente dello sfruttamento delle risorse fossili, sino al loro definitivo esaurimento senza prendere seriamente in considerazione l’incombere di gravi disastri ambientali, minimizzando tale impatto e screditando gli scienziati che ne denunciano l’incombenza; prospettando l’arretramento del mondo, privato dell’uso dell’energia, e scenari di disastro economico e povertà per qualsiasi variazione significativa dall’attuale regime.

L’unica forza in grado di opporsi a tale logica di potere è una iniziativa politica consistente, in grado di aggregare e coinvolgere la parte di popolazione istruita e con capacità di analisi critica, che potenzialmente ha numeri estesi in ogni nazione progredita, dove l’istruzione e la formazione sono diffuse capillarmente, che si impegni in una sistematica opera di informazione e coinvolgimento, grazie ad un presidio sistematico ed organizzato del territorio. Il proclama e la bandiera aggregante di tale movimento politico potrà essere l’ultima frontiera per la difesa dell’integrità delle risorse naturali del pianeta, del doveroso rispetto delle generazioni future, depredate dal consumo distruttivo di grandi quantità delle risorse naturali della terra e private della speranza di vita in un pianeta deturpato dalla cupidigia di prepotenti e spregiudicati gruppi di potere.

Gli obbiettivi di questa iniziativa Politica dovranno essere riaggregare la coscienza e la volontà di settori sempre più ampi della comunità civile, riproporre i valori fondamentali e doverosi del rispetto delle risorse naturali e dell’equilibrio ecologico, dell’interesse comune, della giustizia, della Pace e della solidarietà: si tratta di una vera e propria RIVOLUZIONE, da combatter con intelligenza e determinazione usando le armi della forza della ragione, della non violenza e della determinazione che paladini vincenti di sorprendenti battaglie politiche, come Gandhi e Mandela, hanno dimostrato essere efficaci. La vittoria di tale Movimento Politico e della parte sana della Società Civile che si impegnerà a rappresentare consisterà nel RIAPPROPIARSI della Delega Politica, per designare alle responsabilità della gestione delle comunità sociali e delle Nazioni le personalità capaci e devote all’interesse comune, al miglioramento diffuso della qualità della vita delle persone esistenti ed all’impegno del rispetto delle generazioni future e della specie umana nella sua continuità, dando finalmente inizio ad un’epoca di vera civiltà.

Vittorio Savarese

Per un Mondo realmente civile: rispettoso della natura ed impegnato per migliorare la qualità della vita delle PERSONE!

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Vittorio Savarese

One thought on “…Il Mondo che verrà

  • Vittorio Savarese

    E’ giunta l’ora di arrestare la folle corsa dell’umanità verso il disastro ambientale e lo sconvolgimento degli equilibri naturali del Pianeta! La crescita esponenziale dei combustibili fossili per soddisfare il consumismo sfrenato e l’accumulazione di enormi profitti del capitalismo deve cessare al più presto. La connivenza di interessi con l’attuale Classe Politica in 40 anni di conferenze, accordi, disdette, rinvii, sta premendo il piede sull’acceleratore della corsa al baratro. Solo un nuovo patto sociale che riconosca il dovere della salvaguardia delle risorse del pianeta ed i diritti delle future generazioni può invertire questa corsa prima che sia troppo tardi. Un nuovo sistema di selezione e di controllo della Pubblica amministrazione deve eleggere una nuova classe Politica che salvaguardi i diritti di tutta la società e lavori per un reale percorso di civiltà e salvaguardia della qualità della vita.

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