Nelle sue varie forme transitive e intransitive il verbo ‘vigilare’ del dizionario italiano riconduce alle seguenti azioni:
1) Prestare attenzione sollecita e assidua
2) Vegliare
3) Sorvegliare attentamente
4) Controllare con cura
In ogni sua accezione mi sembra perfetto per quello che voglio esprimere in questo articolo per risolvere varie questioni in campo. Vi parlerò dunque di quella che io chiamo ‘vigilanza agraria’ .
A dispetto di quanto si possa credere una buona strategia di vigilanza può determinare o no il successo di una coltura e farci riposare meglio.
La vigilanza permette l’acquisizione di informazioni per una risposta immediata o un uso statistico.
Qui elenco le principali categorie di vigilanza agraria:
a) anti-intrusione
b) ambientale-meteorologica
c) anti-immissione
VIGILANZA AGRARIA ANTI-INTRUSIONE
La vigilanza agraria anti-intrusione serve per controllare e limitare i danni alle colture determinate generalmente da quadrupedi e ancorpiù pericolosi bipedi. Per contro serve anche per avere un riscontro anche per statistica medica sulle incursioni di persone nei campi trattati. I dispositivi antintrusione possono essere di vario genere ed essere fabbricati secondo le esigenze dell’agricoltore. Normalmente i sensori sono posti sottoterra, invisibili, e danno risposte digitali a un controllore che indica esattamente dove è passato l’animale o persona. In questo modo possiamo dedurre che se in un punto specifico si è verificata una moria o le piante sono entrate in una qualche crisi biotica o abiotica possiamo già ricondurre il fenomeno non a un fatto naturale ma al sabotaggio. A dispetto di quanto si possa pensare il sabotaggio in agricoltura è una forma molto frequente dettato da antagonismi ed invidie, visto che colpisce più spesso gli agricoltori più bravi. Dispositivi fotografici nascosti possono arricchire le informazioni per una eventuale denuncia o per il riconoscimento di un mammifero laddove non fosse possibile dalle impronte. Questa forma di vigilanza è obbligatoria per qualsiasi coltura da reddito o particolarmente sensibile. Soprattutto in silvicoltura (bamboo, paulownia…). Anche in questo caso potrete scoprire che anche persone autorizzate si muovono nelle vostre terre quando non dovrebbero.
VIGILANZA AMBIENTALE-METEOROLOGICA
Nella vigilanza ambientale i sensori controllano le informazioni che poi per uso statistico o immediato ci permettono di condurre in tranquillità le pratiche agricole definendo col tempo un protocollo. In questo caso il controllo si mescola alla ricerca. Vorrei dire che basta una banale stazione meteorologica, che dovrebbe essere un obbligo per ogni agricoltore, ma ci vorrebbe qualcosina in più:
Sensori antierosione: a qualcuno potrebbe far ridere ma sono quelli più importanti ( a lungo termine) ed avendo una valenza che definirei socio-umanitaria dovrebbero essere finanziati dalle istituzioni. Non essendo trasparente la terra ci da la sensazione ebete che non finisca mai. Un agricoltore in genere si comincia a fare domande quando cominciano a spuntare pietre durante le lavorazioni. Spesso è già troppo tardi. Come ho già evidenziato in altri articoli non dobbiamo preoccuparci tanto della erosione naturale a monte (in input) che è necessaria per produrre la terra quanto di quella a valle (in output) , cioè quella che trasciana via la terra perdendola per scorrimento in ruscelletti, torrenti e fiumi. Dopo un attento studio del sottosuolo che oggi può essere fatto con onde possiamo conficcare delle semplici barre colorate nei punti critici. Ricordate che perdere un centimetro di terra all’anno vi potrà sembrare una sciocchezza nell’arco della vostra vita ma se dobbiamo dare da mangiare all’umanità per decine di migliaia di anni cominciate a comprendere che forse la terra che avete sotto i piedi a loro non basterà.
Sensori di temperatura: una stazione meteo normalmente da un sensore di temperatura e umidità dell’aria in ombra. In realtà forse il sensore che serve di più è quello sotterraneo nella rizosfera per sapere com’è la situazione ambientale a livello radicale dove dominano i microrganismi ma anche quello dell’aria in molti casi è utile. Se lavorate con le pacciamature vi divertirete molto a valutare quale copertura isola meglio il terreno e lo mantiene più umido a lungo rispetto alla terra nuda, giorno e notte: il manto verde? Lo sfalcio di prato? Le foglie secche? La pietra? La pomice in diversi spessori? Il lapillo?… Ricordate che questa temperatura può essere originata dalle fermentazioni in atto, questo vale per il verde di sfalcio come le foglie che cadono dagli alberi in autunno. Da un analisi attenta ne scoprirete delle belle e sarete sempre più svegli nell’organizzare e aggiustare le pratiche agricole a situazioni ambientali di fatto che sensa strumentazioni non potreste rilevare.
Sensori di radiazione:  normalmente ci si riferisce a sensori di luce e UV. La combinazione di entrambi ci può permettere di capire, per esempio in una vigna, se ci sono zone che per la loro collocazione non prendono sole a sufficienza. Non sempre è facile fare una valutazione ad occhio nudo. Con una statistica di dati invece si può avere di fatto la memoria perfetta delle ore di sole per ogni zona e periodo dell’anno, della intensità di luce, derivando immediatamente anche valutazioni su quale fosse realmente la situazione climatica in quel punto (cielo sereno o nuvoloso…). La rilevazione dell’intensità UV può essere anche interessante per alcune valutazioni di ordine microbiologico. Dalla intensità di radiazione si possono anche fare valutazioni sul reale quantum termico che stanno assorbendo le piante visto che la sola temperatura dell’aria non è un dato rilevante.
Spero di esserci stato utile. Nel prossimo articolo tratteremo una questione un po’ più spinosa ma necessaria e attuale.

 Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Sacco

Forest gardener

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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