Oggi si utilizza spesso il termine invasivo. Fu un’ idea del mondo accademico definire la questione. Come gran parte delle cose che provengono dal mondo accademico iniziano con buoni propositi che poi scemano in torbide confuse accezioni ed informazioni inutilizzabili ai più.

Inizialmente il termine invasivo era associato alla effetiva predominanza improvvisa di una specie in un biotopo per varie cause, successivamente ci siamo trovati di fronte a liste di proscrizione vegetali dettate da una immotivata xenofobia, l’odio per il diverso e le specie esotiche.

Oggi una migliore diffusione delle informazioni scientifiche e storiche, inclusa la paleobotanica, ha riportato la verità su cosa sia realmente autoctono. Quasi nulla di fatto. I semi si muovono molto velocemente con il vento e gli escrementi dei volatili e degli animali.

La maggior parte delle specie che ci sono nei nostri boschi, orti o giardini sono state selezionate non dalla natura ma dall’uomo principalmente in epoca romana e successive in base a specifici usi.

Quell’ orientamento che sto promuovendo nel Forest gardening , ‘usa le risorse che hai per qualcosa di utile’, nei tempi antichi era la normalità. Nessuno si metteva a piantare qualcosa senza un obiettivo preciso. Si valorizzava tutto quello che si poteva di ogni specie dalle radici agli apici. Ogni bosco era gestito con oculatezza e profitto. Suppongo tuttavia che vi fossero boschi esonerati che immagino fossero quelli definiti ‘sacri’.

 

Oggi quindi che abbiamo riportato a nudo queste verità. Ritorniamo coi piedi per terra e fuori da ogni ossessione maniacale ci facciamo la domanda che realmente dobbiamo farci prima di piantare una specie nel nostro terreno.

 

Agricoltori e i cittadini hanno bisogno di avere informazioni chiare per uso pratico soprattutto e buonsenso.

Per fare maggior chiarezza vi riporto, tale e quale, un post di qualche hanno fa che non ho potuto cambiare perchè spiega il problema e il mio proposito perfettamente.

 

Dal mio gruppo di formazione ‘Forest gardening per tutti gli usi’ (Facebook, 16 dicembre 2018)

NUOVA NOMENCLATURA: DA INVASIVA a DIFFUSIVA DOMINANTE

Gli anni passano e i termini coniati in passato assumono delle forme contorte che non avevano. Ho dibattuto da poco sui termini autottono e invasivo e mi sono accorto che ai fini del Forest gardening è meglio non utilizzarli più.

Per maggiore semplicità quindi stabiliamo per DIFFUSIVA una specie che ha un attitudine a propagarsi felicemente in un dato ambiente. Questa attitudine è data da parametri scientifici.

L’attitudine a propagarsi può essere gamica (per seme) o agamica (talea di parti della pianta…)

Perchè una specie sia diffusiva in senso GAMICO occore che:

a) Possa crescere ed arrivare a fruttificare in quel determinato ambiente. Oltre che diffondere i propri semi.

b) I semi devono poter germinare in quell’ambiente in modo spontaneo e dar luogo a plantule vitali che sopravvivano alle stagioni.

perchè questo possa avvenire entrano in gioco altitudine, latitudine, temperature medie e minime e massime, pluviometria, pH del suolo e altri fattori.

Perchè una pianta sia diffusiva in senso AGAMICO occorre che:

a) Si possa diffondere per talea di parti di se stessa (I salici spesso si diffondono per rametti che galleggiano e poi attecchiscono)

b) Si possa diffondere per polloni grazie a un sitema radicale almeno ma non necessariamente solo superficiale.

Il fatto che una pianta sia diffusiva non ha nulla a che vedere su disquisizioni sulla sua presunta classificazione come pianta aliena o nativa.

Ora quello che interessa sapere nel Forest Gardening è come si relaziona una pianta con le altre, cioè la sua capacità in condividere lo spazio in modo equilibrato o la sua attitudine a predominare in modo aggressivo.

Volevo usare prevaricatrice ma da Treccani ho visto che ha un significato morale più che reale quindi DOMINANTE o PREDOMINANTE mi sembra più appropriato.

Quindi riassumendo una pianta che vive in un ambiente e prolifera è DIFFUSIVA indipendentemente dalla sua provenienza. Se predomina e non si mescola in modo armonico danneggiando il preesistente è una specie DIFFUSIVA DOMINANTE o PREDOMINANTE. Una specie diffusiva contribuisce alla biodiversità, una specie diffusiva predominante la riduce.

Questi termini non sono per nulla associati, perchè qui è nata altra discussione, alla situazione boschiva preesistente ma a qualsiasi situazione (spazio naturale, campi incolti o non lavorati etc…) giacchè sempre di più avremo bisogno di questa definizione riferita a questi luoghi.

Per cui se nel terreno che coltivo in modo naturale spuntano rapidamente pianticelle delle piante del bosco potremo indicare in base alla rapidità con cui colonizzano il territorio la il loro grado ‘diffusivo’. Se predominano impedendo altre colture o specie sono specie ‘diffusive predominanti’.

Per chi segue l’altro gruppo aggiungo che la velocità con cui germinano i semi dipende anche dal web microbiologico nel suolo. Nel mio terreno infatti , pur circondato da foresta, non si diffondono celermente essenze boschive, perchè le pratiche colturali evidentemente lo impediscono. Se mescolate i microganismi del bosco nei vostri bancali scoprirete il contrario. Questo per farvi capire perchè non va riprodotto per fini orticoli il micorbiota del bosco 😉 !

Una specie come il noce è fortemente ‘DIFFUSIVA PREDOMINANTE’ , non riesce a convivere bene con altre specie senza un controllo umano manuale. L’alloro è una specie ‘DIFFUSIVA’ ma che grazie all’apparato radicale circoscritto e all’habitus assurgente non toglie molto spazio alle altre. Risulta essendo aromatica più benefica che altro. Entrambe sono ‘locali’ nel senso di introdotte moltissimi anni fa.

Resta un’ altra informazione da aggiungere: cioè se l’uomo intervenendo può controllare questa invadenza. Nell’alloro è sufficiente eliminare gli esemplari femmina. Quindi la ‘diffusività’ è forte ma ‘GESTIBILE’ (il termine non mi piace molto ma lo prendo dall’inglese ‘manage’ che è esplicativo). Il noce è una specie ‘DIFFUSIVA DOMINANTE INGESTIBILE’ infatti anche abbattendolo non si dissemina ma spunta ovunque per pollone. Alcuni aspetti della dominanza infatti possono essere causati dall’uomo come spesso avviene. L’ailanto pur essendo specie aliena è meno diffusivo del noce dal punto di vista agamico e dominante solo a causa dell’intervento dell’uomo , se non viene abbattutto occupa il suo spazio in mezzo ad altre specie: è ‘DIFFUSIVO GESTIBILE’ ovvero la sua tendenza ‘PREDOMINANTE’ è causata dalla cattiva gestione da parte umana. Se il noce non si diffondesse per polloni potrebbe rientrare nelle specie DIFFUSIVE PREDOMINANTI GESTIBILI nel senso che un opportuna ceduazione da parte dell’uomo potrebbe arginarne le attitudini negative.

Ovviamente nel Forest Gardening sono ben accette le specie diffusive gestibili e ingestibili (a volte occorre avere una specie colonizzatrice anche di un territorio libero), meno le diffusive dominanti soprattuto se ingestibili.

Da oggi quindi ci atterremo a questa terminologia per evitare di incappare sui dibattiti sull’origine della specie che non sono di interesse alcuno. A volte cercare di riutilizzare dei termini preesistenti non semplifica ed obbliga ad annose discussioni. Quindi taglio la testa al toro (Ovviamente in senso figurato!)

Detto ciò è evidente che alcune specie indicate come invasive erroneamente (vedi Paulownia che di fatto è DEBOLMENTE DIFFUSIVA DOMINANTE GESTIBILE) vengono riabilitate a quello che semplicemente sono senza nessuna ideologia malsana alle spalle.

 

Non esistono piante cattive o buone in natura.

 

Esistono piante con specifiche caratteristiche e qualità che di volta in volta, anche in considerazione delle necessità e del cambiamento climatico, l’uomo può e deve prudentemente valorizzare. Resta il fatto che sono un valore anche i boschi sacri, gli esemplari secolari e così via senza dilungarmi in ovvietà.

Ricompiliamo i dati onestamente ed andiamo in questa direzione. Ne scopriremo delle belle incluso che le specie più invasive (ALTAMENTE DIFFUSIVE) per i campi incolti o gli orti no dig sono proprio quelle considerate autoctone che naturalizzandosi soprattutto per abbandono hanno prevalso.

 

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Sacco

Forest gardener

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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FONDO C.R.A.P.N.A

 

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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