Il termine logistica ha sfumature piuttosto varie e qui mi soffermero solo sulla strategia che dobbiamo attuare nel movimentare le risorse all’interno di un azienda: la definirei meglio ‘AGROPESISTICA’.

Per quanto alcune delle regole che esporró vi risultino ovvie nella realtà aziendale o famigliare vengono sistematicamente disattese. Muovere male i pesi in una azienda o muoverli troppo o nel modo sbagliato si riassume in un costo energetico ed economico esorbitante ed infine nello spaccarsi definitivamente la schiena. L’avvento dei mezzi meccanici poco è servito perchè di fatto gli agricoltori peggio messi dal punto di vista fisioterapico sono proprio quelli che devono agganciare attrezzi ai trattori e lo sanno bene…

Esiste una legge favolosa della fisica che vale anche per gli agricoltori: la legge di gravità. Senza perdermi in discussioni scientifiche quello che ci interessa sapere è che i pesi di fatto risultano attratti verso il basso mentre se li muoviamo verso l’alto dobbiamo esercitare una forza per muoverli, trascinarli o spingerli.

Facciamo degli esempi pratici in base ai prodotti di una azienda agricola.

 

Una buona analisi di progettazione prende immediatamente in considerazione l’agropesistica.

 

Qual è il prodotto più pesante dell’ azienda? Creiamo una lista in base ai pesi. Valutiamo poi dove dobbiamo muovere questo peso.

In una piccola azienda famigliare è possibile che il prodotto più pesante sia la legna. Se dobbiamo approvvigionarci di energia per l’inverno probabilmente accumuleremo legna per diverse tonnellate per riscaldare la casa. È buona norma che il bosco sia a monte della zona di stoccaggio della legna e che la zona di stoccaggio sia a monte rispetto alla zona di consumo che potrebbe essere un camino, una stufa o una caldaia. Se facciamo le cose in questo modo ci accorgiamo che possiamo andare a fare legna con dei pesi ridotti come una motosega e un po’ di benzina oppure con una sega o un filo catena. La legna pesantissima verrà trasportata facilmente verso il basso sfruttando la gravità attraverso un rio, una strada, un carretto, una funivia. Il consumo energetico è basso in ogni caso anche trasportandola in spalla. Ora immaginate il contrario.

Un’ altra produzione pesante potrebbe essere la frutta o ortaggi particolarmente grandi come le zucche, i melari. Provate a immaginare se è più pratico salire da un fosso con una zucca o scendere verso casa.

In generale quindi possiamo immaginare che ci sono ottime ragioni per organizzare le produzioni pesanti a monte dei magazzini o della casa e quelle più leggere a valle: tra quelle più leggere possiamo immaginare il pascolo (gli animali si muovono da soli) oppure produzioni leggere come le spezie, gli aromi, i fiori, le gemme…

Il metodo A.M.B.E. ha posto un’ attenzione solidale all’agropesistica. Di fatto poter coltivare con meno mezzi e meno input vuol dire aprire la porta a più persone che altrimenti per la loro costituzione non potrebbero rendersi disponibili o autosufficienti nel caso vivessero soli. Parliamo di donne, ma anche uomini minuti, invalidi, anziani e così via. Nella sua forma più ‘wild’ il metodo A.M.B.E. si pratica con un solo picchetto per effetture dei fori nel terreno, un sacchetto di biostabilizzanti e un barattolino di biofertilizzante.  Non essendoci mezzi meccanici, combustibili, zappe pesanti e quanto altro decanti l’arte tradizionale del contadino possiamo ragionevolemnte pensare di poter fare un orto anche sul cucuzzolo di una montagna, in mezzo a un bosco inaccessibile ai mezzi meccanici, in una landa opposta a un rio e così via. Tutto questo sarebbe impossibile se dovessimo pensare di usare mezzi meccanici o trasportare sacchi enormi di stallatico o compost o  peggio fertilizzanti chimici che contaminerebbero l’ambiente.

 

L’agripesistica solidale è uno dei motivi di orgoglio del mio metodo A.M.B.E. 

 

Ovviamente se gli input sono poco pesanti e gli output , i raccolti, sono pesanti dove dovrebbe trovarsi l’orto rispetto alla cucina o alla dispensa? Ovviamente a monte.

 

Reserve of Biosphere of Fuerteventura, Canary Islands.

Paolo David Sacco

Promoter of the agricultural method A.M.B.E. (Microbiological agriculture based prevalently on endophytic bacteria)

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair ( Global Islands and Biosphere Reserves )

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FONDO C.R.A.P.N.A

 

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Agricoltura e alimentazione microbiologica (metodo A.M.B.E.)

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Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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2 thoughts on “AGROPESISTICA: LOGISTICA SPICCIA PER AGRICOLTORI DI OGNI RISMA

  • Franca Colozzo

    Interessante articolo, questo tuo caro David, che dovrebbero leggere tutti coloro che si cimentano nel mestiere più nobile del mondo: l’agricoltore. Mi rammenta la mia infanzia ed il fascino che sprigionava dal giardino di mio nonno, dal suo piccolo orto e dalla campagna di mio zio, rimasta incolta dopo la sua morte e che aspetta ancora un bravo agricoltore, diventato oggi una rarità.
    Il ritorno alla terra, all’odore delle zolle smosse, è l’unico che ci salverà da questa paranoia da Coronavirus. Potremmo mai ritornare alla vita genuina di un tempo? Quest’epoca, da me definita Medioevo tecnologico, mi angoscia a volte, anche se spesso la tecnologia ci aiuta a vivere, ma abbiamo dimenticato le nostre radici.

    • Paolo David Sacco

      Grazie Franca. In realtà l’A.M.B.E. cancella l’ agricoltura convenzionale e la tradizionale in un solo colpo. Non bisogna allarmarsi perchè è un evidente salto in avanti. I profumi nella mia tradizione di Forest Gardener sono parte centrale ma anche strategica nelle coltivazioni, non sono solo un allevio per lo spirito ma anche agenti per confondere gli insetti rendendoli meno distruttivi e in molti casi nascondono composti aromatici che sono vera e propria medicina per l’uomo e per le piante. Ma ahimé per il profumo della terra dovrai venire qui nel deserto di Fuerteventura in occasione delle sporadiche piogge. Nel suo corrispettivo familiare (e non) il metodo A.M.B.E. permette di piantare le piantine su sodo su un cono di biostabilizzanti (carbone o pomice) senza alterare la terra. Le piante crescono perfettamente, non si intacca il web microbiologico preesistente, non si usano macchine che compattano la terra e lasciano scie di idrocarburi, si evita l’erosione sempre più frequente del suolo per opera degli agenti atmosferici. Questa semplicità incredibile ed efficienza fanno si che il metodo sia alla portata di tutti (pesi leggeri, bassi costi) , che funzioni in quasi tutte le fasce climatiche (dal deserto alla foresta) , i tipi di suolo, le localizzazioni ed infine i contesti atmosferici contingenti di cui parleró nei prossimi articoli incrementando il potenziale produttivo del pianeta in termini di cibo. Infatti con il mio metodo è possibile piantare un orto anche sotto la pioggia o nella neve non essendo subordinato alle lavorazioni. Fattore non da poco viste le variazioni climatiche.

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