La Paulownia come albero maestro in una prospettiva di miglioramento ambientale tra Forest gardening e metodologia A.M.B.E.

Ho seminato per la prima volta la Paulownia forse una ventina di anni fa anche se ho dati informatizzati risalenti almeno a 14 anni fa. Ho scoperto fin da subito la sua attitudine  a sopportare situazioni climatiche estreme coltivandola in una serra sperimentale con temperature diurne di oltre 50 gradi e notturne prossime allo zero. La Paulownia anche in queste condizioni cresceva incessantemente. Questa capacità intrinseca di sostenere la crescita esplosiva anche in situazioni limite l’ ha resa una valida risorsa nei progetti di riforestazione nel deserto .

Spendo solo alcune parole sul suo valore in quanto agli usi per terminare riportando un documento da me fornito a Paulownia Piemonte per usi interni che oggi ritengo, visti i progressi dell’ A.M.B.E.  vada diffuso.

La Paulownia ha un legno speciale estremamente leggero, ma semiduro, di facile lavorazione, quasi ignifugo (ha un punto di innesco della fiamma di 400 gradi ), fono e termoisolante, quasi impermeabile, con un potere calorico superiore alla media. Dette così insieme tutte queste cose forse perdono di importanza perchè dovrei prenderne una a una ed evidenziare gli enormi vantaggi che hanno per me in un economia sostenibile materiali del genere nelle intercapedini interne, nei rivestimenti esterni delle abitazioni, per la costruzione di tetti e tegole, mobilio e pavimentazioni interne ed esterne, gazebo, panchine e elementi decorativi dei parchi, arnie, attrezzature ed elementi nautici(incluso tavole da surf), decorazioni di lusso, artigianato (un legno leggero, duro e impermeabile si presta anche alla realizzazione di gioielli e monili). Persino bruciato (ci riferiamo ai pochi scarti della filiera) può dare un carbone agricolo leggero e microporoso in linea con le specifiche del metodo A.M.B.E.. Riprendo e sottolineo ‘di facile lavorazione’  perchè vorrei che comprendeste che a differenza di certi legni duri , come l’ Eucalipto per esempio, il legno di Paulownia e facilmente lavorabile fin da subito e dopo. Grazie alla sua grana e struttura non si deforma particolarmente nè indurisce troppo. Ecco, è perfetto per essere lavorato da chiunque, a differenza di altre specie, come il Bamboo, che richiedono impianti industriali.

Questo è il documento omonimo scritto da me medesimo. Buona lettura.

<<Senza dubbio ogni specie vegetale occupa uno spazio funzionale nell’ecosistema ma ce ne sono alcune che si distinguono particolarmente per avvantaggiare le altre specie viventi: la Paulownia è una di queste.

La Paulownia è una pianta a crescita molto rapida che sfrutta il meccanismo fotosintetico denominato C4 che le permette di fissare grandi quantità di carbonio atmosferico a fronte del rilascio di altrettanto grandi quantità di ossigeno. Questa la rende uno strumento ideale per contrastare innalzamento della CO2 nell’aria.

La sua predisposizione alla crescita esplosiva è dovuta a una configurazione genetica che le permette di associarsi, nutrire e selezionare un gran numero di batteri promotori della crescita e della salute della pianta.

Una pianta cresce vigorosa e sana quando il suo microbiota si è perfezionato al meglio. Lo stesso accade nell’uomo per quanto concerne il microbiota intestinale. Senza dilungarmi troppo ricordo semplicemente che il microbiota influisce su tutte le funzionalità della pianta, dalla fotosintesi alla produzione dei vari ormoni di sviluppo radicale, fogliare e fiorale, alla solubilizzazione dalla terra di tutti i macro e micronutrienti nonchè alla fissazione dall’aria di azoto e carbonio atmosferico. Questa quantità aggiuntiva di carbonio fissato si intende tramite microrganismi. A queste funzioni si aggiungono sinergie complesse che attivano meccanismi di difesa che vanno da azioni antagoniste verso altri microrganismi patogeni o repellenti o biocide verso parassiti. In chiave ambientale possiamo ricordare che oltre a queste straordinarie funzioni gran parte di questi microrganismi svolgono anche funzioni decontaminanti per quelle molecole inquinanti diffuse dall’uomo.

La maggior parte di questi microrganismi vive in prossimità stretta delle radici (rizosfera) o addirittura si muove all’interno della pianta (batteri endofiti) ed è alimentata dalla linfa o dagli essudati radicali zuccherini che la pianta profonde generosamente al terreno. Giacchè si tratta di fino al 70% di quello che produce attraverso la fotosintesi possiamo considerare che le piante di fatto fertilizzano il terreno ma il loro obiettivo reale è di nutrire il microbiota e moltiplicarlo a dismisura, innescando così il meccanismo di crescita esplosiva dei propri tessuti.

Il primo vantaggio che ci da la Paulownia quindi è quello di replicare e diffondere nel terreno i batteri promotori della crescita, fissatori di azoto e carbonio, decontaminati e così via attraverso il suo esteso apparato radicale a beneficio di colture consociate e/o successive.

Il secondo vantaggio è che la Paulownia può farlo anche attraverso le foglie che per se stesse già risultano una fonte di nutrienti equilibrata. Uno studio evidenzia come nelle foglie di Paulownia ci siano concentrazioni consistenti di batteri promotori della crescita (Microbial Diversity of Paulownia spp. Leaves – A New Source of Green Manure di Małgorzata Woźniak, Anna Gałązka, Jarosław Grządziel, Magdalena Frąc, 2018). Possiamo quindi considerare che la paulownia solo per il fatto di perdere le foglie diffonde biofertilizzanti tutto intorno anche a beneficio di altre specie.

Ma non è tutto. Ci sono anche studi che evidenziano come le foglie di paulownia possono considerarsi addirittura alimento per gli animali e che anche se polverizzate secche evidenziano non solo che sono un valido alimento ma che migliorano il microbiota degli animali che se ne nutrono riducendo la percentuale di batteri patogeni e i funghi. Le foglie di paulownia hanno un set completo di aminoacidi e proteine anche più dell’alfalalfa, nonchè molto zinco, ferro e manganese in quantità superiori, presenti comunque calcio, fosforo e magnesio (Paulownia Leaves as A New Feed Resource: Chemical Composition and Effects on Growth, Carcasses, Digestibility, Blood Biochemistry, and Intestinal Bacterial Populations of Growing Rabbits; Adham A. Al-Sagheer, Mohamed E. Abd El-Hack , Mahmoud Alagawany , Mohammed A. Naiel , Samir A. Mahgoub , Mohamed M. Badr , Elsayed O. S. Hussein , Abdullah N. Alowaimer and Ayman A. Swelum, 2019).

Sebbene lo studio precedente non riconduca i benefici sul microbiota animale alla presenza di batteri endofiti nelle foglie esiste un altro studio che evidenzia una notevole attività antimicrobica del succo fresco delle foglie nei confronti di specie patogene dei generi Pseudomonas, Salmonella, Streptococcus, Staphylococcus e Candida ( B.D. Antimicrobial activity of aqueous extracts of leaves and silage from Paulownia, Popova, T.P.; Baykov, 2013). La tradizione cinese considera l’infusione delle sue foglie un ricostituente minerale anche per l’uomo oltrecchè un rimedio contro la caduta dei capelli e la canizie, probabilmente per il suo alto contenuto in zinco.

Un altro dettaglio interessante è che pare che la paulownia non assorba dosi pericolose di metalli pesanti quali cadmio e piombo, quantomeno alla foglia.

Termino ricordando che i fiori edibili della Paulownia costituiscono una elevatissima fonte di nettare per le api e i bombi che sono i nostri migliori impollinatori naturali.

La Paulownia ci può insegnare molto su come prendendosi cura di se stessa è anche in grado di profondere cura nei confronti degli altri esseri viventi.>>

 

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Paolo David Sacco

Forest gardener

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair (Italy, Global Islands and Biosphere Reserves )

FONDO C.R.A.P.N.A

 

Per maggiori informazioni non esitare a partecipare ai gruppi di formazione gratuita di Facebook di cui sono fondatore:

Agricoltura e alimentazione microbiologica (metodo A.M.B.E.)

Forest Gardening per tutti gli usi

 

 

Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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