Giardini ipogei nell’isola di Favignana

L’uomo ha la maledizione irrefrenabile di distruggere la Natura ma allo stesso tempo ha il dono di ripristinare l’equilibrio e la bellezza spesso trasformando paesaggi rocciosi e inospitali alla vita in splendide oasi.  È il caso delle cave che con un po’ di buona volontà anzicchè essere interrate possono essere trasformate in meravigliosi Forest Garden con elementi selvaggi che valorizzano la biodiversità locale e le attività ortofrutticole umane, il tutto in un contesto paesaggistico ineguagliabile tempestato di monoliti, cunicoli, scalette di roccia. La Natura in certi posti è la miglior giardiniera. L’ho notato in alcuni contesti naturali dell’ Isola di La Palma, contesti nei quali anche il miglior giardiniere difficilmente saprebbe fare di meglio. Le foto che vedete sono dei Giardini Ipogei dell’isola di Favignana, cave di calcarenite (ce ne sono migliaia) che gli abitanti del posto hanno piano piano trasformato in piccoli gioielli.

Questo articolo mi da spunto per parlare di due aspetti importanti : quello della legittimità dello sfruttamento del materiale roccioso del suolo se destinato ad un uso locale e alle implicazioni di realizzare impianti vegetali sotto la linea di terra come strategie per contrastare il cambiamento climatico.

In realtà, come ben sapete, non sono un conservazionista ad oltranza. Credo che l’uomo possa trovare un incontro tra le proprie esigenze costruttive-abitative e l’ambiente e il paesaggio. Cosa c’è di male nel sfruttare il materiale roccioso a km0 presente nel suolo? Realmente nulla. Tra estrarre roccia o terra dal suolo è più sostenibile estrarre la roccia perchè la terra è imprescindibile per le coltivazioni. Nei miei viaggi ho riscontrato un po’ ovunque che quello che è stato costruito con il materiele roccioso locale è in generale più bello e si può accordare perfettamente con il paesaggio. Pensiamo ai trulli pugliesi, al dedalo infinito di muretti a secco della Valle d’Itria alle costruzioni in blocchi di tufo estratti dalle cave locali. Ci sono esempi molteplici in Italia e nel mondo, persino nell’ Ilha do Maio (isole di Capoverde), dove si possono riscontrare opere di muratura a secco di ineguagliabile bellezza nonchè strade interamente realizzate in cubetti di pietra con una pietra più chiara per la linea di mezzeria, dei veri capolavori, che dovremmo proteggere e che forse oggi in gran parte sono stati rivestiti di asfalto. Facciamo un danno all’ambiente prelevando la roccia dal suolo? No. Veniamo invece ai benefici che possiamo realizzare facendolo, non solo di ordine economico.

Nelle cave si creano condizioni per la vita estremamente vantaggiose. Sapete ormai bene che difendo le strutture ipogee a spada tratta, fossero anche letti di coltivazione ribassati ma se andiamo in maggiore profondità il guadagno aumenta.

Come ho esposto in altri articoli oltre i 2m di profondità la temperatura della terra è più mite e costante, intorno a 10-12 gradi. Questo fa sì che in una struttura ipogea si noti immediatamente una certa frescura d’estate, soprattutto a livello radicale, e qualche grado di calore in più in inverno che si può tradurre in molti gradi in più in inverno se la struttura è profonda e stretta ed eventualmente coperta come se fosse una serra. Una temperatura più mite aiuta il micorbiota vegetale a far crecere la pianta.

Un altro vantaggio è il fatto di essere al di sotto dell’imperversare del vento che in alcuni casì vuol dire tanto. Pensiamo alle isole battute costantemente dal vento dove le piante sono obbligate a coricarsi e strisciare quasi a terra per sopravvivere. In presenza di forte vento le piante non crescono perchè per generare ed espandere i tessuti hanno bisogno di stasi esteriore, anche ci fossero le condizioni per una crescita esplosiva. Questo vale anche per l’essere umano, ricordo che ad ogni malattia infettiva crescevo di 5-7cm da bambino in pochi giorni, ma possiamo rifarci a qualcosa di più scientifico pensando che la struttura muscolare umana viene costruita di notte prevalentemente, qunado siamo più immobili.

L’ombra. Sebbene l’ombreggiamento in una struttura ipogea si possa considerare rilevante quando il sole è più basso nei mesi invernali quel poco di ombreggiamento al suolo si può considerare fondamentale per la germinazione dei semi e la sopravvivenza delle giovani piantine. Anche in Italia ormai, nelle scorse estati, nonostante le temperature siano state intorno ai 35-42 gradi, quella del suolo nudo ha superato spesso i 63 gradi. Potete comprendere che con una radiazione così forte e temperature tanto alte i semi non possono germinare. Ho scritto un altro articolo in proposito ( http://www.lteconomy.it/blog/2018/09/11/global-warming-l-impatto-sullorto-e-sulla-produzione-del-cibo/ ) . Noterete quindi i semi germinare negli anfratti nascosti della roccia e poi la vegetazione prendere possesso del luogo. Nuova vegetazione, nuova ombra, nuovi semi che germinano sotto quelle chiome…e così via. Così la Natura si fa strada…

Arriviamo poi all’aspetto più interessante. L’acqua. Le risorse idriche in una cava sono meglio disponibili anche se non sempre. Un vantaggio è semplicemente costruttivo: le cave si interrompono in prossimità della falda acquifera quindi le radici hanno acqua a breve distanza. A questo apporto aggiungiamo quello della condensazione notturna sulle pareti calde della cava e le caratteristiche di impermeabilità almeno parziale di gran parte del fondo che impediscono all’acqua di defluire.

Le pareti. Avere una parete a disposizione è come avere un immenso supporto gratis per realizzare spalliere o per lasciar sviluppare rampicanti provviste di austori come la generosa Cassabanana (Sicana odorifera). A chi non è esperto di giardinaggio forse sembrerà una sciocchezza ma le strutture aeree sono uno degli elementi più costosi di un orto-giardino sia in termini di tempo che di dispendio economico.

Non posso omettere l’aspetto microbiologico. Per curiosità vi posso comunicare che recentemente (19 luglio 2019) il Geomicrobiology Journal ha pubblicato una ricerca nella quale si parla della vita ipogea dei microbi a Kidd Creek, una miniera  profonda ben 3km, in Ontario. Non abbiate paura quindi, i microrganismi si adattano a varie profondità e se la cava è di un materiale biostabilizzante poroso sicuramente saranno molto attivi anche i batteri endofiti promotori della crescita.

Ci sarebbe tanto da aggiungere ma mi fermo qui. Impariamo quindi, piuttosto che ha piangere ogniqualvolta si intacca il paesaggio, ha sfruttare il territorio nel modo corretto cercando di inquinare il meno possibile e in un modo che risulti paesaggisticamente gradevole e gradito agli altri esseri che popolano il pianeta.

 

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Paolo David Sacco

Global Goodwill Ambassador (GGA) nominated for improving nutrition and making agriculture sustainable.

Long Term Economy Chair (Italy, Global Islands and Biosphere Reserves )

 

FONDO C.R.A.P.N.A

Per maggiori informazioni non esitare a partecipare ai gruppi di formazione gratuita di Facebook di cui sono fondatore:

Agricoltura e alimentazione microbiologica (metodo A.M.B.E.)

Forest Gardening per tutti gli usi

 

 

 

 

 

Giardini ipogei nell’isoa di Favignana

Paolo David Sacco

Forest gardener. Ricercatore indipendente e libero divulgatore di modelli e metodi di agricoltura naturale e vita sostenibile .

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