La presenza bioregionale in antitesi all’hybris della virtualizzazione

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Assuefatti come siamo alla società dei consumi e della tecnologia avanzata  stiamo trasferendo la nostra soggettività in  forme di intelligenza virtuale, che non hanno aspetti spazio-temporali ben definiti. Risultato = cerchiamo l’onnipotenza, l’onniscienza e l’onnipresenza… vogliamo diventare come gli Dei  ma  poi nel delirio dell’hybris cosa succederà? …
Si slatentizza la parte egocentrica di noi e si cade nella confusione e nell’incomprensione, come avvenne nella storia della Torre di Babele, resistere a quelle tendenze è  una lotta  durissima,  che inizia rallentando il processo di virtualizzazione. 
Solo con decisione e perseveranza possiamo evitare  di venire assimilati nel melting pot dell’omogeneizzazione, perché i  processi di assimilazione che agiscono  sull’inconscio sono  potentissimi e avvengono lentamente (ricordate la teoria della rana bollita?) e  spesso non ce ne rendiamo conto nella vita di tutti i giorni, perché assorbiti nell’espletamento delle contingenze. 
Ma se, in un momento di attenzione,  ci si concentra sul senso di presenza bioregionale e si osservano le dinamiche della società virtuale nel suo complesso ce ne possiamo render conto, eccome.
Attraverso la disattenzione, invece, le forme pensiero   alle quali ci siamo assuefatti  vengono proiettate all’esterno e incontrano quelli degli altri e si amplificano… diventano meta-comunicazione sociale e creano tendenze sempre più strutturate e distruttive, che creano caos e aumentano l’entropia nel pianeta. L’organizzazione, l’ordine, diventano sempre più pallidi e incerti e il grado di disordine aumenta sempre di più. Questo grado di disordine non è solo fisico, ma soprattutto psichico… ed è destinato ad aumentare finché  noi non lo riconosciamo…. 
Perciò l’attenzione e la considerazione delle reali condizioni in cui ci troviamo sono essenziali per affrancare la nostra psiche dall’illusione della virtualizzazione.
(M.M. e P.D’A.) Rete Bioregionale Italiana

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Fonte: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2018/08/la-presenza-bioregionale-in-antitesi.html

Paolo D'Arpini

Autore, Coordinatore Rete Bioregionale Italiana, amante dell'ecologia della biodiversità perchè Biodiversità è vita

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Paolo D'Arpini

3 thoughts on “La presenza bioregionale in antitesi all’hybris della virtualizzazione

  • Stephen Saunders

    Paolo, just a few brief comments about this article. thank you for publishing. Do you mean hybrid, hubris, rubrics, or hybris as you spell it. I am not familiar with hybris. Then, what is the theory of the boiled frog? It must be illuminating the way you use it. Also, what do you mean by social meta-communication? Meta is sometimes used in engineering, medicine, science, etc. but this is a new one on me.

  • Paolo D'Arpini

    In risposta al quesito di Stephen Saunders

    “Hybris, termine greco che sta a significare l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano. Il principio della “rana bollita” E’ utilizzato dal filosofo Noam Chomsky per descrivere la Società e i Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, accettando di fatto la deriva…”

  • Paolo D'Arpini

    Ancora in risposta a Stephen Saunders – Per “metacomunicazione” si intende un concetto per rendere conto della complessità della comunicazione, della sua dinamica, delle sue disfunzioni e patologie. Un esempio di comunicazione e metacomunicazione è quello in cui un’affermazione verbale (comunicazione) è contraddetta da una non verbale (tono della voce o postura del corpo), che è metacomunicazione…”

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