ANALYSIS OF THE ITALIAN SYSTEM: WEAKNESS AND STRENGTH POINTS

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INTRODUCTION

SWOT analysis aims to identify the key to internal and external factors. I wanted to examine the Italian system specifically to understand how to apply a long-term economy to it. SWOT analysis groups key pieces of information into two main categories:

·       Internal factors: strengths and weaknesses internal to the organization

·       External factors: opportunities and threats presented by the environment.

 

    OBJECT TO ACHIEVE

 

1) WEAKNESS of the ITALIAN SYSTEM

As for Italy, it is appropriate to level out class differences, whose gap is becoming too large for endemic factors of development (Italy has suffered the long wave of the US crisis of 2008 from which it has not yet come out), especially because of high public debt that prevents from reducing tax burdens and invest on appropriate strategies.

As a consequence, the middle class has weakened and politicians, instead of implementing a serious strategy for reducing public debt, is seeking the consensus of the people through populist policies, against migrants and /or Roma community.

Without a serious Long Term Strategy for development and for reducing Public Debt measures like universal income and flat tax can be not effective but just a palliative.

Both strategies have a weakness: the public debt and public account,  which Premier Monti in the past (2011), tried to rescue with Fornero Law on public and private retirement age.

Are the migrants a real problem? 

No, they are not to the extent that Europe takes responsibility for its responsibilities, having left Italy alone for years with marginal and insufficient aid. Italy is the main gateway to Europe, given its geographical position, but it cannot alone stem the growing migratory flow without an effective and serious EU contribution. The Lisbon Treaty (2009) requires an adaptation to unforeseen situations.

 

 

2) STRENGHT

The strength of Italy is tourism thanks to its scenic and artistic beauties. In a small area like the Italian one, a considerable amount of history, archeology, landscape and art are concentrated.

Italy, the cradle of the Italian Renaissance that from Florence and Rome has been radiated throughout Europe, is the spearhead of a system of remarkable opportunities that could attract more and more tourist flows from all over the world. This wealth, unique in the world with a cultural heritage of about 80% of the global one, is a point of strength and potentiality in tourism and culture.

Next to the agro-food sector which is one of the most representative aspects of Italy in the world (fertile and volcanic soils with favorable microclimate, hilly-marine), fashion and a still lively craftsmanship alongside a versatile industry, capable to compete with the Chinese giant and beyond, make the country system competitive.

In this effervescent situation, considering the low birth rate of the population, migrants could be a resource and be engaged in different sectors depending on the specificity of their basic skills refined by the knowledge of the cutting edge techniques used in Italy.

That of migration would become an opportunity and not a burden, supporting the Italian and European population, tending to a progressive aging, with new and dynamic young energies able to face the future challenges of the global market. In my opinion, together with a policy aimed at lowering the high Italian public debt with cuts by a serious spending review and greater investment in favor of young start-ups and businesses, we should proceed to acculturation and integration of migrants into the local productive fabric. This applies to Italy as well as to Europe and can be extended as a model of development in all those areas where there is an aging population with a low birth rate.

Europe should adapt to a more open policy towards economic migrants. Of course, it cannot accommodate everyone indiscriminately. A Marshall plan for Africa now urgent, but with resources worldwide. Africa has not only been colonized by Europeans, but has been exploited by all the countries of the world without distinction (Europe, China, USA, etc.). Today it asks for help from the world and the world cannot escape these commitments, especially those who have drawn the maximum benefit from the exploitation of its natural resources: gold, diamonds, uranium, raw materials, oil and its derivatives, etc.

I think that the United States of a recent past have been a good example of hospitality allowing many migrants to grow and actively participate in the local productive fabric.

It is time to turn the page if we want to balance the fate of the world, otherwise we will face a general catastrophe. Europe should adapt to a more open policy towards economic migrants.

It is time to turn the page if we want to balance the fate of world peoples.

By Franca Colozzo

 

 

  • Italian version

    ANALISI DEL SISTEMA ITALIA:  PUNTI DI DEBOLEZZA E DI FORZA

 

1) Debolezza del sistema Italia

Per quanto concerne l’Italia, credo sia opportuno livellare le differenze di classe, la cui forbice sta diventando troppo ampia sia per fattori endemici di crescita economica (l’Italia ha subito l’onda lunga della crisi USA del 2008 da cui ancora non è riuscita, al pari di altri Paesi Europei, ad uscire fuori) sia per debito pubblico troppo alto che impedisce di ridurre la pressione fiscale su imprese e persone fisiche.

Da questo trend negativo che ha visto la classe media quasi scomparire, livellandosi verso il basso, la politica nazionale, invece di attuare una strategia seria di riduzione del reddito pubblico, sta cercando il consenso del popolo attraverso politiche populistiche e contro i migranti e/o i Rom.

Perché fa questo? Perché cerca un capro espiatorio da gettare in pasto al popolino ignorante coltivando l’illusione di un reddito di cittadinanza (scimmiottando male in questo la Germania) e di una Flex Tax, ancorata al 15%, sperando così di debellare l’ormai dilagante evasione fiscale.

Entrambe le due strategie hanno un punto di debolezza: il debito pubblico, uno dei più alti del mondo, che Monti in passato (2011), chiamato in soccorso del sistema in fase di tracollo, cercò di arginare in vari modi anche attraverso la riforma pensionistica Fornero, tanto discussa ed odiata dagli italiani, con l’elevazione a 67 anni dell’uscita dal mondo del lavoro.

SONO I MIGRANTI UN PROBLEMA? No, non lo sono nella misura in cui l’Europa si faccia carico delle sue responsabilità, avendo lasciato per anni sola l’Italia con aiuti marginali e insufficienti. L’Italia è la porta di accesso principale d’Europa, data la sua posizione geografica, ma non può arginare da sola il flusso migratorio crescente senza un fattivo e serio contributo dell’UE.

 

2) Forza

La forza dell’Italia è il turismo grazie alle sue bellezze paesaggistiche ed artistiche. In un piccolo territorio come quello italiano si concentra un patrimonio considerevole di storia, archeologia, paesaggio, arte. L’Italia, culla del Rinascimento italiano che si è poi da Firenze e da Roma irradiato in tutta Europa, rappresenta la punta di diamante di un sistema di opportunità notevoli che potrebbero attrarre sempre di più flussi turistici da tutto il mondo. Questa ricchezza, unica al mondo con un patrimonio culturale di circa l’80% di quello globale, costituisce un punto di forza e di potenzialità in ambito turistico-culturale.

Accanto all’agro-alimentare che è uno degli aspetti più rappresentativi dell’Italia nel mondo (terreni fertili e vulcanici con microclima favorevole, collinare-marino), la moda ed un artigianato ancora vivace, accanto ad un’industria capace e versatile in grado di competere con il gigante cinese e non solo, rendono competitivo il sistema paese.

In questa effervescente situazione, considerato il basso tasso di natalità della popolazione, i migranti potrebbero costituire una risorsa ed essere impegnati in differenti settori a seconda della specificità delle loro competenze di base affinate dalla conoscenza delle tecniche all’avanguardia in uso nel mio paese.

Quella della migrazione diverrebbe così un’opportunità e non un peso, affiancando la popolazione italiana ed europea, tendente ad un progressivo invecchiamento, con nuove e dinamiche energie giovani capaci di fronteggiare le future sfide del mercato globale.

A parer mio, congiuntamente ad una politica tendente ad abbassare l’alto debito pubblico italiano con tagli alla spesa pubblica e maggiori investimenti a favore delle giovani start-up e delle imprese, si dovrebbe procedere ad un acculturamento ed inserimento dei migranti nel tessuto produttivo locale. Questo vale per l’Italia come per l’Europa ed estendibile come modello di sviluppo in tutte quelle aree in cui si verifica un invecchiamento della popolazione con basso tasso di natalità.

Penso che gli Stati Uniti di un passato recente ne siano stati un valido esempio, avendo consentito a tanti migranti di crescere e di far parte attivamente del tessuto produttivo locale.

L’Europa dovrebbe adeguarsi ad una politica più aperta verso i migranti economici. Certo non può accogliere tutti indiscriminatamente. Un piano Marshall per l’Africa ormai urge, ma con risorse a livello mondiale. L’Africa non è stata solo colonizzata dagli Europei, ma è stata sfruttata da tutti i Paesi del mondo indistintamente (Cina, USA, ecc.). Oggi chiede aiuto al mondo ed il mondo non può sottrarsi a questi impegni, specialmente chi ha tratto il massimo beneficio dallo sfruttamento di risorse naturali: oro, diamanti, uranio, materie prime, petrolio e suoi derivati, etc.

E’ arrivata l’ora di voltare pagina se vogliamo equilibrare il destino del mondo, altrimenti andremo incontro ad una catastrofe generale.

Franca Colozzo

Franca Colozzo

An Italian Architect/Writer /ex Teacher in Italy and also in Turkey, passionate about Human Rights, Peace, Education, Environment, Women’s Empowerment, sustainable Architecture.

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Franca Colozzo

2 thoughts on “ANALYSIS OF THE ITALIAN SYSTEM: WEAKNESS AND STRENGTH POINTS

  • Vineet Mani

    Hi, Franca. Your article provided great insights to the problem Italy is currently facing. Moreover, there underlies sketchy solutions which can be worked upon to form long-term strategy. I would love to read about the external factors under the headings “Opportunities” & “Threats”.

  • Franca Colozzo

    Hi Vinet, my article was related to a European design for the GGA when I was asked to develop a strategy related to my country by Luìza Palma Ambassador at Large IHRC International Human Rights Commission. In that context I elaborated the guidelines making them dictate by my personal experience.
    As far as external events are concerned, they are so complex concerning the migration phenomenon (today even more worrying due to the escalation of the civil war in Libya); the macroeconomic conditions of the European and globalized system; the tensions related to the war in Syria which represents an authentic battlefield of the two world powers, in which the military forces of each are measured; to the political affair in Turkey which will have an impact on Europe, also related to the migratory flow of Syrians, etc.
    The speech is long and complex as we can no longer be entrenched, as it once was, within national borders, so I refer to a geo-political article what my doubts are about the future scenario of the world.
    LTE will have to deal with these factors and not just think of a subject related to climatic variations or agricultural factors, however important they may be.
    Anyway about “Opportunities and Threats”, I will deal with you in the short term and focus on the variables at play on the world chessboard.

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