Ogni anno, in questo giorno, vengono commemorati i morti della Shoah e delle leggi razziali e tutti coloro i quali hanno rischiato la loro stessa vita per proteggere i perseguitati dal regime nazista.

Con specifico riferimento al nostro Paese, a definire finalità e celebrazioni della Giornata della Memoria ci sono gli articoli 1 e 2 della legge n.211/2000:

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

Ed allora in questo giorno così importante non si può fare a meno di constatare, con indicibile rabbia e immensa sete di giustizia, quanto sia triste che la Storia si ripeta.
Perché se “comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.
Le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate.
Ora è l’ebreo, ora è il migrante.
È il solito fare leva sulle paure delle persone: “noi e loro”.
E intanto, esseri umani esattamente come voi e i vostri figli, (perché non esiste nessun “noi e loro”) muoiono nel Mediterraneo, un tempo culla della civiltà, tra le minacce di un ministro che grida al “chiudete i porti”.

Ma il silenzio della morte è assordante.

E questi morti, così come i morti della Shoah, non vanno dimenticati.
È nostro precipuo dovere non dimenticare e soprattutto evitare, evitare che la Storia si ripeta fine a sé stessa.

La Storia è monito. La Storia è impegno.

“Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.”

Primo Levi – Se questo è un uomo

Restiamo umani.

Sara Giustino

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Jurist | Ambassador | Aspiring Teacher

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